Più bene? Bene
Ci sono alcuni insegnanti che — non sappiamo per quale motivo logico-grammaticale — sostengono che il comparativo di maggioranza di beneè solo meglio; la forma più bene, quindi, è errata. Se così fosse dovrebbero condannare il meno bene che, invece, è correttissimo.
Si può benissimo dire e scrivere, quindi, che Giovanni parla lo spagnolo più bene di Mario, anche se è preferibile la forma meglio: Giovanni parla lo spagnolo meglio di Mario. Per la legge grammaticale, insomma, entrambi i comparativi sono corretti.
Occorre dire però — per onestà linguistica — che è preferibile l'uso di meglio in luogo di più bene quando il comparativo di bene assume il significato avverbiale di in modo migliore. Useremo più bene, invece, allorché bene ha valore di sostantivo con il significato di un bene maggiore: ha fatto più bene lui, in due giorni, all'ufficio che non Filippo in cinque anni.
La vendetta...
Chi, tra i nostri gentili lettori, non ha mai meditato vendetta contro qualcuno scagli — come usa dire — la prima pietra. C'è qualcuno, infatti, che possa dire, onestamente, di non aver mai ricevuto un'offesa, un sopruso e di non aver pensato di vendicarsi?
«La vendetta — diceva Francesco Bacone — è una specie di giustizia selvaggia». Nessun lettore ha mai pensato, per tanto, di trasformarsi in un giustiziere selvaggio? Stentiamo a credere di no. Ma cos'è questa vendetta?
I vocabolari, alla voce in oggetto, recitano: «Offesa, morale o materiale, inflitta, per ritorsione, a un'offesa personalmente subita». Fin qui, tutto chiaro. A noi interessa, però, la vendetta sotto il profilo prettamente linguistico.
L'origine del nome sembra sia il latino vindicta, cioè la verga con la quale si toccava il capo di uno schiavo nell'atto di affrancarlo, cioè di liberarlo dalla schiavitù. La vendetta, quindi, è una liberazione. Colui che si vendica non 'libera', infatti, l'animo da certi sentimenti?
La cosa, però, non ci convince molto in quanto è solo una supposizione. L'origine resta incerta. È certo, invece, il fatto che la vendetta è un sostantivo deverbale, derivando dal verbo vendicare. Vediamo, allora, ciò che dice, sul verbo vendicare il linguista Ottorino Pianigiani:
Etimo.it - vendicare
Il pennello? Un piccolo pène
Il pennello, ci fa sapere Gianfranco Lotti, è un piccolo pène, il membro virile.
Ma andiamo con ordine, secondo quanto scrive l'Autore, partendo dalla penicillina. Questo farmaco, dunque, viene dall'inglese penicillin, nome della sostanza antibiotica che nel 1928 l'americano Alexander Fleming aveva scoperto nelle culture di Penicillium, genere di funghi così detti per la forma di microscopici pennelli.
Il latino penicillum, pennello, è un diminutivo di pene(m), coda, e metaforicamente membro virile, pène. Da un altro diminutivo di pene(m) proviene pennello.
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