Bordare

Ancora una parola da salvare, esattamente un verbo: bordare, vale a dire picchiare ferocemente, bastonare.

È un verbo cosiddetto denominale provenendo dal sostantivo bordone, che era il bastone che usavano i pellegrini, per appoggiarsi, durante il viaggio.

20-10-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Drastici provvedimenti...

Chissà quante volte, cortesi lettori, avete sentito frasi tipo «sono stati presi drastici provvedimenti per limitare i danni...». Bene, anzi male, malissimo: quell’aggettivo drastici — a nostro modo di vedere — è adoperato impropriamente nel significato di severi, notevoli, risoluti e simili. Perché il suo impiego fosse adoperato sempre a proposito sarebbe necessario che tutti ne conoscessero il suo... impiego originario. Vediamo, intanto, la sua origine.
Viene dal greco δραστικός (drastikòs), tratto da δρᾶω (dràô, agire) Etimo.it - drastico. Drastico significa, quindi, che agisce con efficacia. Per il suo significato fu adoperato, in origine, in campo medico: è un drastico medicinale, volendo evidenziare, per l’appunto, la sollecita efficacia.
In seguito se ne fece un uso metaforico non condiviso dal linguista Alfredo Panzini quando sosteneva che i drastici provvedimenti presi gli sembravano un po’ troppo metaforici. Se drastico significa, infatti, che agisce con efficacia non si può sostenere che i provvedimenti sono drastici fino a quando non se ne sono visti gli effetti. Ma questo significa voler cercare, a tutti i costi, il classico pelo nell’uovo; anche se facciamo nostra la tesi del Panzini.
L’uso improprio, per non dire abuso o addirittura errore, nasce — come dicevamo all’inizio — quando al predetto aggettivo si vuol dare il significato di notevole: c’è stato un drastico aumento delle bollette telefoniche. Oppure quando si adopera drastico come sinonimo di severo.
Basterebbe — prima di scrivere — riflettere un attimo sul significato delle parole da adoperare (ricorrendo, magari, all’ausilio di un buon vocabolario) per non incappare in inesattezze o, peggio, in errori che alcune volte rasentano il ridicolo: la situazione meteorologica è drastica, ancora mal tempo su tutta la penisola. Abbiamo esagerato? Decidete voi, amici  amanti del bel parlare e del bello scrivere.

19-10-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


C'è mezzana e... mezzana

Riprendiamo il viaggio — interrotto tempo fa — attraverso la lingua italiana alla ricerca di parole omofone ma di significato diverso. Facciamo tappa al sostantivo mezzana che ha, appunto, tre diversi significati principali: 1) vela quadra a poppa della nave; 2) sorta di mattonella schiacciata per pavimenti; 3) donna che fa da mediatrice in rapporti amorosi.
Tutti e tre i sostantivi hanno il medesimo padre: l’aggettivo e sostantivo mezzano, che sta in mezzo. Vediamo, in proposito, il “Treccani” in linea:
«meżżana s. f. [femm. dell’agg. e sost. mezzano].
1. Nel linguaggio marin.: a. L’albero poppiero di un veliero a tre alberi a vele quadre (attrezzatura «a nave»), oppure l’albero posto all’estrema poppa di un veliero a due alberi, a vele di taglio. b. Il pennone più basso dell’albero di mezzana, che, se a vele quadre, non porta vela e serve per tener distesa la vela superiore (contro-mezzana), venendo perciò chiamato anche verga secca. c. La vela di taglio dell’albero di mezzana, se questo ne porta una sola.
2. Formato di carta da stampa avente le dimensioni di cm 44 × 60.
3. Tipo di seta cucirina in cui il torto consta di due filati con ritorsione da sinistra a destra.
4. ant. a. Mattone di media grandezza usato per pavimentazione di stanze. b. La corda centrale di alcuni strumenti musicali come il liuto e sim.
5. Riferito a persona: a. Donna che fa da tramite per rapporti o incontri amorosi, spec. se illeciti o mercenarî (sinon. quindi, per lo più, di ruffiana). b. In Lombardia, nome (anche mezzanina) con cui si designano le ragazze che, nei laboratorî di sartoria, sono addette ai lavori ausiliarî e meno impegnativi. Nelle filande di seta, operaia (detta anche mezzante) adibita di volta in volta a diversi lavori (scopinatura o filatura).
◆ Dim. meżżanina (in partic. col sign. 5 b) e, con accezioni specifiche, meżżanèlla (v.)».
Vediamo anche Ottorino Pianigiani cliccando su Etimo.it - mezzano e su Etimo.it - mezzana.

18-10-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink