Subire
Due parole su un verbo che — a nostro modesto modo di vedere — molto spesso è adoperato, soprattutto dai così detti mezzi d’informazione, a sproposito: subire.
Il significato proprio di questo verbo è sopportare, ricevere qualcosa di avverso, di sgradito: Giulio, finalmente, ha finito di subire le angherie di certi amici.
Ci viene da sorridere, quindi, quando sulla stampa leggiamo frasi tipo «la produzione ha subìto un leggero rialzo». Il rialzo si sopporta? Ancora. Visto il significato passivo del predetto verbo non si dica o si scriva subire passivamente.
Etimo.it - subire
La briffalda
Tra le parole da salvare della nostra lingua metteremmo briffalda, anche se di origine non schiettamente italiana, ma francese. Chi è questa briffalda? È una donna di malaffare.
Ai nostri orecchi il termine sembra più gentile di prostituta, di meretrice e di peripatetica. Ottorino Pianigiani ci spiega come si è giunti dall’antico francese brifaut (ghiottone, avido) all’accezione di donna dai facili costumi:
Etimo.it - briffalda.
Reticenza e riluttanza
Forse è il caso di ricordare che reticenza e riluttanzahanno significati diversi. Perché questa precisazione? Perché molto spesso la stampa adopera i due sostantivi deaggettivali indifferentemente.
Vediamo, dunque, cosa dice il vocabolario Gabrielli in rete cliccando su reticenza e riluttanza.
Etimo.it - reticente
Etimo.it - riluttare.
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