C'era un paio o c'erano un paio (di amici)?

Ci scrive Federico S. da Frosinone: «Gentilissimo dott. Raso, mio figlio (III media) ha scritto in un componimento in classe che “fuori c’era un paio di amici ad attenderlo”. L’insegnante, scandalizzata, ha corretto “c’era” in “c’erano” sostenendo che in casi del genere il verbo deve essere tassativamente di numero plurale. Io non sono convinto. Lei che ne pensa? Grazie».

Cortese Federico, sono io a scandalizzarmi per la pochezza linguistica della docente.
Paio appartiene alla schiera dei così detti nomi collettivi e in quanto tali possono avere il verbo tanto nel numero singolare quanto nel numero plurale: c’era un paio di amici; c’erano un paio di amici.
In casi del genere, insomma, il verbo si può concordare sia con il soggetto grammaticale (paio) sia con il soggetto logico (amici).
Dipende dal gusto stilistico di chi scrive. Personalmente prediligo la concordanza a senso.

15-09-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


C'è investimento e... investimento

Ci scrive Tiberio A. da Viterbo: «Pregiatissimo dott. Raso, seguo da tempo, e con molto interesse, le sue preziose noterelle sul buon uso della lingua italiana. Le scrivo per una curiosità che mi assilla da tempo. L’ “investimento”, come recitano i vocabolari, ha duplici significati: ‘’Urtare con violenza, soprattutto con un mezzo di trasporto: ha evitato per miracolo l’investimento d'un pedone. Impiego di una determinata somma di danaro in capitale o in un'impresa fruttifera: /investire in azioni, in titoli, in terreni; investimenti azionari, immobiliari, ecc.’’. Come si spiegano questi significati che, in apparenza, sono in antitesi tra loro? Grazie e ancora complimenti per il suo impareggiabile sito».

Gentile Tiberio, grazie per le sue belle parole. Le faccio rispondere, per quanto attiene alla sua curiosità, da Ottorino Pianigiani. Clicchi su Etimo.it - investire.

14-09-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Lamentare...

A proposito del verbo denominale lamentare, che propriamente significamanifestare dolore o dispiacere (Etimo.it - lamento) e che molto spesso è adoperato impropriamente, ci piace riportare quanto sostiene il linguista Luciano Satta.

«Ci sono tre morti e cinque feriti», non sarà bellissimo, ma sempre meglio di «Si lamentano tre morti e cinque feriti», ciò che istiga alla macabra osservazione che per i feriti può andar bene ma che i morti non possono lamentarsi.

Lasciamo dunque un poco in pace questo lamentare, battuta a parte; e lasciamolo in pace sia nel caso dei morti e dei feriti, sia quando il lamentare riguarda gli ingenti danni.

13-09-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink




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