Così così e così e così

Si presti attenzione a queste due espressioni perché di primo acchito sembrano l’una sinonima dell’altra sì da potersi usare, quindi, indifferentemente. Così non è. Differiscono nel significato l’una dall’altra.

La differenza radicale di significato la spiega, magistralmente, lo scrittore (forse poco conosciuto) Ardengo Soffici. «Ci sono degli scrittori i quali adoperano l’espressione: 'così e così', in luogo di quella: 'così così'. La differenza formale tra l’una e l’altra è minima, ma quella tra i loro significati è immensa.

Si dice di una cosa, di una persona, di un fatto che ci son parsi 'così così', per indicare che non ci son parsi né buoni né cattivi, né belli né brutti, né importanti né insignificanti, ecc. L’espressione 'così e così' si adopera invece in tutt’altro caso; e particolarmente per indicare le varie cose che uno ha detto, o le quali si commette di dire a un altro, senza tornare a specificarle, o preparandosi a specificarle. “Gli dissi 'così e così', ed egli mi rispose 'così e così'”. “Vai a dirgli 'così e così': che io non posso andar da lui, che lui venga da me e porti con sé quella roba”
».

02-05-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Daffare e da fare

Se consultiamo un qualunque vocabolario, il Treccani in rete per esempio, alla voce “daffare” leggiamo: 
«daffare s. m. (non usato al plur.). —
Lo stesso che /da fare/,
sostantivato per indicare lavoro, attività in genere, che si debba svolgere,
spec. se sia intensa o crei preoccupazioni: /ho un gran d/.; /ho avuto un bel
d/.; /il d/. /non mi manca/».

A nostro modo di vedere, però, è preferibile la grafia univerbata solo quando fare è adoperato in funzione di sostantivo: povero Giovanni, avrà un gran daffare per tenere a bada tutti quei fanciulli. In grafia scissa quando il verbo ha valore... verbale: oggi non posso uscire, ho molto da fare.

29-04-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Stordare e smutandare

Il primo verbo è desueto ma esistente, il secondo, invece, è inesistente ed è stato proposto da una frequentatrice del foro di lingua del Corriere della Sera in rete. Analizziamoli.
Stordare, dunque, potrebbe essere la forma metaplastica di stordire (come abbellare, visto in precedenza, è la forma metaplastica di abbellire).
I vocabolari moderni non lo attestano ma il verbo si trova a lemma nel vocabolario di Policarpo Petrocchi, nel vocabolario della lingua italiana di Giuseppe Manuzzi, nei verbi italiani di Eugenio Pólcari e in altri testi:

Nòvo dizionàrio universale della lingua italiana — Pagina 1056
Vocabolario della lingua italiana — Pagina 404

Il secondo, smutandare, vale a dire mettere a nudo, non è lemmatizzato in nessun vocabolario (sia antico sia moderno), è immortalato, però, nei seguenti testi:
Verbanus, Volume 22 — Pagina 75
Le commedie di Dario Fo — Pagina 115
Rio — Pagina 148
Contro le donne nei secoli dei secoli — Pagina 25

28-04-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink




I nostri siti
En français
In english
In Deutsch
En español
Em portugues
По русски
Στα ελληνικά
Ën piemontèis