Imbruttare
Ci scrive Severino O. da Bari: «Cortese dr Raso, seguo da tempo le sue noterelle sul buon uso della lingua italiana e sono rimasto affascinato dai suoi ultimi interventi sui verbi abbellare e stordare. Non sapevo che esistessero questi verbi, corretti, sebbene desueti o di uso letterario. A questo punto mi piacerebbe sapere se esiste anche il verbo imbruttare per… imbruttire. Non ricordo dove e quando ma mi sembra di averlo letto. Può delucidarmi in merito? Grazie e cordialità».
Sì, gentile amico, il verbo in questione esiste, anzi esisteva fino a qualche secolo fa. Ora è stato relegato nella soffitta della lingua.
Si coniugava secondo il modello della prima coniugazione e il significato primario era lordare, sporcare più che... imbruttire.
È attestato nel Dizionario etimologico di Ottorino Pianigiani oltre che in altri testi importanti, tra i quali il vocabolario degli accademici della Crusca.
Etimo.it - imbruttare
Vocabolario degli Accademici della Crusca: D-I? — Pagina 495
Le origini della lingua Italiana? — Pagina 277
Omonimie italiane? — Pagina 197
Ortografia moderna italiana: con qualche altra cosa di lingua. Per uso ...? — Pagina 100
Per la coniugazione completa di imbruttare può cliccare su questo collegamento: Verbi
italiani - imbruttare
I greggi
Due parole, due, sulla... parola gregge. Per quanto attiene all’origine e al significato rimandiamo al dizionario etimologico di Ottorino Pianigiani: Etimo.it - gregge.
Pochi sanno, forse, che la pronuncia corretta (ortoepia) è con la prima “e” acuta (grégge) e che nella forma plurale (al contrario di quella singolare, tassativamente maschile) può essere tanto femminile quanto maschile, anche se quest’ultimo è di uso raro.
Vediamo, in proposito, cosa dice il Dop (Dizionario di Ortografia e di Pronunzia): Dizionario RAI.it
Mandare (o andare) a ramengo
La locuzione che avete appena letto significa andare in rovina, in malora oppure fare una brutta fine.
Quest’espressione — di tradizione popolare — è, secondo alcune fonti popolari, la corruzione del veneto andare ramingo, cioè vagabondare, peregrinare, ridursi ad andare di qua e di là; essere senza alcun bene e senza un tetto e, di conseguenza, senza aiuto alcuno da parte di chicchessia.
Nell’immaginario popolare l’espressione è diventata una località geografica non meglio identificata: alcuni ritengono possa trattarsi di Aramengo, in provincia di Asti. Andare ad Aramengo, quindi, per un’ulteriore corruzione popolare è diventata andare a ramengo.
La locuzione originaria, invece, è andare ramingo, cioè senza nessuna meta. È tratta dall’antico provenzale ramenc, che sembra congiunto a rams (ramo): di ramo in ramo, quindi.
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