Il ritreppio
Ancora una parola da salvare, da togliere, cioè, dalla soffitta della lingua in cui è stata relegata: ritreppio. Questo sostantivo, di genere maschile, indica (indicava?) l’imbastitura fatta con punti molto larghi nel tessuto, per questo motivo è chiamata anche, impropriamente, tessitura o, più propriamente, sessitura.
Il ritreppio si fa, in genere, in fondo ai vestiti per allungarli o accorciarli secondo necessità, prima della definitiva cucitura. Il ritreppio, insomma, è... l'orlo. Il termine, la cui etimologia non è chiara, si può “consultare” cliccando su questi collegamenti:
Scritti linguistici? — Pagina 74
Dizionario della lingua italiana — Pagina 155
Vocabolario della lingua italiana già compilato dagli accademici della ... — Pagina 936
Vocabolario della linqua italiana--, Volume 2 — Pagina 1367
Supplimento a' vocabolarj italiani, Volume 1 — Pagina 706
Abbastanza e affatto: due avverbi adoperati malamente
Cominciamo con l’esaminare il primo, abbastanza, il cui significato proprio è a sufficienza, bastantemente, quanto basta: ho mangiato abbastanza, cioè a sufficienza. Oggi è invalso l’uso, distorto, di... usarlo davanti a un aggettivo con l’accezione di parecchio, alquanto, piuttosto, molto e simili: quel libro è abbastanza vecchio (vecchio quanto basta, a sufficienza). Diremo, correttamente, «quel libro è piuttosto vecchio».
Il secondo avverbio, affatto, sta per interamente, del tutto, totalmente e simili: «(...) la popolazione era giunta, non satolla né affamata, ma, certo, affatto (del tutto, ndr) sprovveduta, alla messe del 1628 (...)» (Manzoni). È errore, come molti fanno, adoperarlo, da solo, con significato negativo: è affatto bello (volendo dire: non è bello per niente). Perché affatto abbia valore negativo deve necessariamente essere preceduto dalla negazione non.
Se, insomma, domandiamo a un amico se il film che ha visto gli è piaciuto e questi risponde affatto (volendo dire che non gli è piaciuto) dice che il film gli è piaciuto interamente, in tutto e per tutto.
Siamo rimasti sbalorditi nel constatare che — al contrario del Treccani — il DISC e il Gabrielli, entrambi in rete, ammettano l’uso di affatto, assoluto, con valore negativo.
DISC:
«affatto [af-fàt-to] avv.
1 Del tutto, assolutamente: abbiamo idee a. diverse
2 In frasi negative rafforza la negazione: non mi piace a.
3 Per ellissi della negazione, ha acquistato di per sé anche
il sign. Di “no”, “per niente”, spec. nelle risposte: “Sei stanco?” “Affatto!”
• sec. XIII»
Gabrielli: Dizionari Repubblica.it — affatto
PS. Dimenticavamo: il Gabrielli in rete è stato... ritoccato, perché l'Autore, nel suo Dizionario Linguistico Moderno, condanna l'uso di affatto, assoluto, con valore negativo.
Mazzabecco
Tra le parole da “resuscitare”, da togliere dalla “soffitta della lingua”: mazzabecco.
Una sorta di martello di legno, con manici, adoperato per battere i sampietrini e quindi spianare la pavimentazione delle strade. Utile anche per altri lavori.
Nessun vocabolario, in nostro possesso, lo registra. Il termine, però, si può “toccare” cliccando sui collegamenti in calce.
Vita di Luigi Vanvitelli — Pagina 81
Giornale storico della letteratura italiana, Volume 39 — Pagina 383
Considerazioni storiche, fisiche, geologische, idrauliche, architettoniche ... — Pagina 125
Fornaci e laterizi a Roma: dal XV al XIX secolo — Pagina 105
Lettere, giornali, zibaldone: A cura di Giovanni Orioli? — Pagina 282
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