Piovere a ritrecine
Avete mai sentito dire piovere a ritrecine, vale a dire a dirotto? L’espressione fa riferimento alle ritrecine, cioè alle pale curve dei vecchi mulini a vento.
I lettori toscani conosceranno benissimo, invece, la locuzione mandare o andare a ritrecine, ovverosia andare a rotoli, in rovina.
Quanto all’etimologia, cioè all’origine del termine in questione, non siamo in grado di fornire una spiegazione perché di provenienza oscura, anche se taluni ritengono sia da accostare al francese retrousser (alzare, ripiegare), composto con il prefisso re- (indietro) e trousser (piegare), quindi volgere indietro. Le pale del mulino, con il loro movimento, non fanno tornare l’acqua indietro?
Risposte in breve
Si può dire indifferentemente il comandante la compagnia e il comandante della compagnia — e rispondiamo al lettore Cesare A. di Salerno — dipende dal valore che viene attribuito al termine comandante: se lo si considera sostantivo sarà seguito dalla preposizione che introduce il complemento di specificazione; se, invece, viene considerato un participio presente sarà seguito dall’articolo.
Il verbo godere, cortese Massimo T. di Roma, può essere tanto transitivo quanto intransitivo: godere una cosa e godere di una cosa. È transitivo quando sta per gustare una gioia: godo la vostra compagnia (vale a dire gusto la gioia di stare in vostra compagnia); è intransitivo quando sta per beneficiare: ha goduto “di” tutti i diritti spettantigli.
La sola forma corretta, tra reboante e roboante, gentile Amedeo L. di Pistoia, è reboante; diffidi, dunque, dei vocabolari che registrano la variante roboante. Non esiste il prefisso ro-.
Grattar la pancia alla cicala
Il modo di dire che avete appena letto — anche se poco conosciuto — è stato messo in atto da tutti, almeno una volta, perché significa stuzzicare qualcuno per indurlo a parlare di un determinato argomento oggetto di particolare curiosità. È un’espressione, insomma, che si adopera quando si vuole che una persona — come usa dire — “si sbottoni”.
Perché si dice così? Perché sembra che le cicale — secondo alcuni studiosi — siano disposte a mettersi in mostra in cambio di un po’ di solletico, opportunamente praticato, sulla loro... pancia.
Con il medesimo significato si adoperano le locuzioni — queste più conosciute — dar corda a uno e tirar su le calze a uno. Quest’ultima espressione è particolarmente diffusa in Toscana e con un significato più ristretto: far dire a una persona ciò che non vorrebbe (dire).
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