Lamentare...

Molto spesso — a nostro modo di vedere — si fa un uso distorto (soprattutto la stampa) del verbo lamentare che propriamente significa manifestare il proprio dolore, il dispiacere, compiangere e simili, ed è un denominale derivando dal sostantivo lamento, come si può vedere cliccando su Etimo.it – lamentare.

Qual è, dunque, l’uso distorto, improprio, anche se in... uso? Quello di dare al verbo in oggetto il significato di contare: «dopo il crollo si lamentano ingenti danni».

02-11-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


Discrezione

Avete mai sentito parlare della discrezione? Quella linguistica, naturalmente.

Il termine viene dal latino tardo discretio, derivato di discretus, participio passato di discernere (distinguere, separare) e si ha nei casi in cui la consonante L iniziale di un sostantivo è creduta un articolo sì da separarla (discrezione), nella scrittura, dal corpo del vocabolo.

Esempi provengono dalle voci latine lusciniolus e labellum in cui la L iniziale — durante il trasporto in italiano — è stata scambiata per l’articolo e separata (discrezione) dal resto della parola: usignolo e avello.

26-10-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


Esecrare

Il verbo esecrare che significa aborrire e simili — e rispondiamo al lettore V.V. — può avere l’accentazione piana o sdrucciola: io esècro o io èsecro.

L’intonazione sdrucciola (èsecro), però, è di uso raro ma non per questo... errata.

Dizionario RAI.it

19-10-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink