Il mogio e il... moggio

Abbiamo notato, con stupore, che molte persone (anche non sprovvedute sotto il profilo linguistico) ritengono che mogio e moggio abbiano lo stesso significato. Secondo costoro, insomma, sarebbe lo stesso caso di obiettivo e obbiettivo.

No, amici, le cose non stanno così; vediamo di fare chiarezza perché i due vocaboli hanno natali e significati diversi.

Il primo termine (mogio, con una sola g) è un aggettivo e significa avvilito, abbattuto e simili: Pietro è tornato a casa mogio; il secondo (con due g), invece, è un sostantivo e indica un’antica unità di misura agraria. Ha due plurali, uno regolare maschile, i moggi, e uno irregolare femminile, le moggia.

24-08-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


L'Aquila o l'Aquila?

La catastrofe che ha colpito il nostro meraviglioso Abruzzo ha riportato alla ribalta l’annosa questione circa la grafia dei nomi di città (ma anche di nazioni) il cui articolo è parte integrante dei toponimi: vado a L’Aquila o all’Aquila? Parto per La Spezia o per la Spezia?

Molti linguisti si accapigliano in proposito: c’è chi sostiene che l’articolo, essendo parte formale del nome della città, debba essere sempre maiuscolo e scisso dalle eventuali preposizioni; altri, invece, ritengono che l’articolo vada declinato.

A nostro avviso (per quel che può valere) l’articolo si declina quando il toponimo non è in una data. Quindi va bene: La Spezia 11 aprile 2009; La Valletta 11 aprile 2009.

In tutti gli altri casi si scriverà: domani partirò dalla Spezia alla volta dell’Aquila (non da La Spezia e de L’Aquila).

17-08-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


C'è abbàio e... abbaìo

Ecco un sostantivo omografo ma non omofono in quanto cambia di significato a seconda dell’accento.

Quando questo cade sulla seconda a, il vocabolo indica il verso del cane nell’abbaiare; se, invece, l’accento cade sulla i il termine segnala l’abbaiare continuato di uno o più cani: ieri non ho dormito perché disturbato da un abbaìo.

Il plurale è: abbài, nel primo caso; abbaìi, nel secondo.

Si vedano, per la corretta pronuncia, questo collegamento: Dizionario RAI.it

10-08-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink