Servire come lo specchio a un cieco

Il significato di questa locuzione — per la verità di uso raro — è intuitivo e non abbisognevole, quindi, di spiegazione.
Che cosa se ne fa, infatti, un cieco di uno specchio? Il modo di dire, per tanto, si riferisce a una cosa che è perfettamente inutile, che non serve a nulla.
Si adopera anche, in senso figurato, a proposito di un discorso o di una spiegazione rivolta a colui che non può o non vuole capire o ascoltare. È simile, insomma, all’espressione, conosciutissima, parlare ai sordi.
La locuzione è antichissima e sembra risalire al teatro comico greco, stando a quanto riporta Giovanni Stobeo (autore di un’antologia della letteratura greca, secolo V d.C.).
L’espressione anche se rara, come dicevamo, nel corso dei secoli ha avuto molte varianti tanto che in epoca medievale si ritrova l’adagio al cieco non giova pittura, color, specchio o figura.

20-07-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


Ci e vi, particelle particolari

Due parole due sulle particelle avverbiali (oltre che pronomi) ci e vi che a nostro avviso — contrariamente a quanto sostengono alcune grammatiche — non sono perfettamente equivalenti.
Ci, infatti, si può sostituire a vi (anche se questa sostituzione è molto discutibile): sono stato due giorni a Genova e non ci ho trovato quello che cercavo; vi, invece, non può essere adoperato in luogo di ci (sempre a nostro avviso): quando Luigi è arrivato io non v’ero più; bisogna dire, correttamente, non c’ero più.
Ci e vi si adoperano, infine, senza una specifica funzione nell’ambito di un’intera frase: non v’ha dubbio; qui non ci si vede; in casa tua non mi ci trovo; ci si perde molto tempo a spiegargli le cose.
Forse, però, sono solo quisquilie personali...

13-07-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


Sembrare la Madonna del petrolio

Chissà quante gentili lettrici — inconsapevolmente — hanno messo e mettono in pratica questo modo di dire. Si adopera quest’espressione, forse poco conosciuta, nei confronti delle signore che amano portare addosso un gran numero di gioielli, come fossero statue della Madonna che i fedeli ringraziano con ex voto a perpetua testimonianza di grazie ricevute. E il petrolio? È presto detto.

Un tempo non esisteva l’energia elettrica e i devoti lasciavano ai piedi della statua della Madonna — oltre ai gioielli, per grazia ricevuta — una lampada votiva alimentata a... petrolio.

La locuzione si adopera anche nelle varianti — forse più conosciute — sembrare la Madonna di Loreto e parere la Madonna di Monte Nero.

06-07-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink




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