Rabboccare e riboccare

Si presti attenzione sull’uso corretto di questi verbi perché molto spesso vengono considerati l’uno sinonimo dell’altro. Così non è.

Il primo, transitivo, significa aggiungere liquido fino a colmare il recipiente: l’otre non è pieno bisogna rabboccarlo.

Il secondo, invece, intransitivo, sta per esser colmo, traboccare. Nei tempi composti si coniuga con l’ausiliare avere se si prende in considerazione il contenitore: il bicchiere ha riboccato; l’ausiliare essere se interessa il contenuto: il latte è riboccato. La medesima regola per il sinonimo traboccare.

01-06-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


Far le pile

Questo modo di dire dovrebbe essere noto agli appassionati di ippica in quanto la locuzione che — in senso figurato — significa provare a fare qualcosa senza riuscirvi è tratta proprio dal mondo equino. Ma vediamo di spiegarci meglio.
L’espressione — dicevamo — in origine si riferiva ai cavalli che si rifiutavano di trascinare una vettura su una strada in salita in quanto il percorso era troppo faticoso.
Il modo di dire sembra sia nato a Roma e derivato — con molta probabilità — dall’usanza di provare la resistenza dei cavalli sulla Salita delle tre pile, alla destra della coronata del Campidoglio.
Questa via, infatti, un tempo era impervia e pressoché inaccessibile ai carri trainati dai... cavalli che si mostravano restii a proseguire il cammino.
Con il trascorrere del tempo l’espressione — attraverso il solito passaggio semantico — ha acquisito l’accezione sopra riportata: tentare di fare una cosa con risultato negativo.

27-05-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


Il poltrone...

Perché colui che alla responsabilità del lavoro preferisce l’ozio, seduto su una comoda poltrona, si chiama... poltrone?

Il termine proviene — attraverso un viaggio etimologico del tutto originale — da un vocabolo non più in uso: poltro. Questo, a sua volta, dal... latino pullus (piccolo, riferito a tutti gli animali, quindi anche al puledro).

Il poltro (puledro) indicava un animale da soma e, per simpatia un divano, un letto.

Da poltro, con l’accrescitivo femminile, si è formato il vocabolo poltrona nell’accezione a tutti nota e da questa poltrone, appunto: una persona, cioè, che alla fatica fisica o morale preferisce una comoda poltrona.

25-05-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink