Sposare sotto l'albero fiorito

Chissà quanti amici lettori, inconsapevolmente, hanno messo in pratica questo modo di dire — per la verità poco conosciuto — che significa sposare senza l’approvazione ecclesiastica, vivere in concubinaggio. La locuzione sembra sia nata a Roma, ai tempi della Repubblica Romana del 1798.
Narrano le cronache del tempo che allora i matrimoni si celebravano sotto l’albero della libertà innalzato sulla piazza del Campidoglio dove i promessi sposi, perché la loro unione fosse legalmente valida, dovevano pronunziare alla presenza di un ufficiale dello stato civile la semplice formula: «Questo è mio marito», «Questa è mia moglie».
Da questa usanza è nato, appunto, il modo di dire suddetto, sposare sotto l’albero fiorito, vale a dire convivere senza regolare matrimonio.

15-09-2012 — Autore: Fausto Raso — permalink


Dire il Paternostro di S. Giuliano

Questo modo di dire, ormai desueto e relegato nella soffitta della Lingua, era di moda ai tempi del Boccaccio e significa chiedere l’elemosina confidando nella carità altrui. Era, infatti, la preghiera che i mendicanti recitavano, per la strada, ai viandanti ricevendo, in cambio, una piccola elemosina. Vediamola assieme.

«Il beato messer santo Giuliano venìa dal monte Calvaro con la croce dell’oro in mano, allo scender di monte al piano trovò il serpente, l’orso e il lione; legasti lor la forza e la balìa , e così liber me e chi è in mia compagnia; poi trovasti il malandrino, legatigli il braccio e la bocca e la mano; così priega il mio signore Gesù Cristo e la beata vergine Maria che difenda me e la mia compagnia. Chi questo per l’amore di san Giuliano portereae, d’ogni febbre e sciagura campato sarae. Amen».

08-09-2012 — Autore: Fausto Raso — permalink


Non ti avevo detto di...

Quanto al senso delle domande del tipo non ti avevo detto di rimettere a posto quel giocattolo?, si tratta di domanda retorica ma credo di potere aggiungere, per la gentile lettrice, che il senso della frase è «Puoi forse negare che ti ho detto di rimettere a posto quel giocattolo?», «Hai il coraggio di sostenere che l’hai dimenticato?»
Si tratta dunque di una domanda retorica (non di un’affermazione) che ha il sapore di una minaccia.

01-09-2012 — Autore: Fausto Raso — permalink