Diffidare
Sull’uso della preposizione da usare con il verbo diffidare seguito da un infinito i vocabolari Sabatini Coletti e il Gabrielli, entrambi in rete, sono in disaccordo: l’uno indica la preposizione da, l’altro la preposizione a.
Personalmente concordiamo con il Gabrielli.
Sabatini Coletti :
«diffidare
[dif—fi—dà—re] v.
• v.intr. (/aus./ /avere/) [sogg—v—prep.arg] Non fidarsi,
dubitare di qlcu. o di qlco. SIN sospettare: /d. delle novità/
• v.tr. [sogg—v—arg—prep.arg] Intimare a qlcu. di astenersi
dal fare qlco., con il secondo arg. espresso da inf. in funzione di s.m.,
preceduto da /da/: /ho diffidato il segretario dal prendere iniziative/
• sec. XIII»
Aldo Gabrielli:
«diffidare
diffidare [dif—fi—dà—re] (/diffìdo/) A v. intr. (aus.
/avere/) Non fidarsi, non avere fiducia: /diffidava di tutti e di tutto/; /ho
sempre diffidato delle facili promesse/ ? Dubitare: /diffida delle sue forze/ ?
SIN. sospettare | CON. confidare
B v. tr. 1 DIR Inviare una diffida a qualcuno, ingiungere a
qualcuno di fare o non fare qualcosa: /la polizia lo ha diffidato a lasciare
entro due giorni la città/
2 ant. Sfidare: e colle spade si son diffidati Pulci»
Fare come mastro Piallino
La locuzione completa è fare come mastro Piallino che fece di una trave un nottolino, e si tira in ballo, ovviamente in senso figurato, quando si vuole mettere in evidenza la particolare “ingegnosità” di una persona che ha rovinato qualcosa di bello a furia di apportarvi delle modifiche, in particolare riducendone le dimensioni e l’efficacia.
Il modo di dire si riferisce anche, in senso lato, a coloro che “intaccano” il proprio patrimonio, poco alla volta, restando senza niente.
L’origine dell’espressione è tipicamente popolare e si rifà alla vita di un falegname, soprannominato Piallino, che a forza di piallare una trave ne fece un... nottolino.
Macabro ...
Per gli amanti dell’etimologia (pochi?) riteniamo interessante scoprire l’origine dell’aggettivo macabro, tanto caro agli appassionati dei film dell’orrore.
Macabro, dunque, è il francese macabre, tratto dalla locuzione danse macabre, danza della morte (si veda questo collegamento Etimo.it - macabra). Si tratterebbe, però, di una falsa interpretazione.
Alcuni fanno risalire, infatti, il termine sempre al francese, ma non alla danza bensì al vocabolo macabré, variante di macabé, dei Maccabei, i sette fratelli Maccabei di cui parla l’Antico Testamento; altri addirittura all’arabo
magaber (cimitero).
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