I labbri e le labbra

Riteniamo utile ricordare che il sostantivo labbro appartiene alla schiera dei così detti nomi sovrabbondanti, abbonda, cioè, di due plurali, uno maschile l’altro femminile: i labbri e le labbra. Ma non si adoperano a casaccio.
Il maschile per l’uso figurato: i labbri della ferita; il femminile per quello proprio: una bocca con le labbra carnose. Questa regola non ammette eccezioni. Qualche scrittore, però, la trasgredisce: «La Fata gli diede la pallina, e Pinocchio, dopo averla sgranocchiata e ingoiata in un attimo, disse leccandosi i labbri...» (Carlo Collodi).
Vediamo cosa dice, in proposito, il dizionario Sabatini Coletti in rete:
labbro
[làb-bro] s.m. (/pl.f./ /labbra/ /nelle accez. 1, 2, 5/; /pl.m./ /labbri/ /nelle accez. 3, 4/)
1 Ciascuna delle due pieghe cutanee che delimitano l'apertura della bocca: /l. inferiore, superiore/ || /l. leporino/, nome comune della cheiloschisi || fig. /leccarsi le l./, gustare (o pregustare) una cosa squisita
2 (/spec. pl./) La bocca in generale, soprattutto come organo della parola || /leggere sulle l./, seguirne il movimento per capirne le parole | /pendere dalle l. di qlcu./, ascoltarlo con estrema attenzione
3 Bordo, margine di una ferita
4 Orlo in rilievo di un recipiente o di altro
5 anat. (/al pl./) Pieghe cutanee degli organi genitali femminili esterni: /grandi, piccole l./
• accr. labbrone | dim. labbretto, labbrino, labbruccio
• sec. XIII»

07-04-2012 — Autore: Fausto Raso — permalink


Fare da tappezzeria

Ci auguriamo che questo modo di dire non sia mai stato provato sulla pelle delle nostre gentili e giovani lettrici. La locuzione, infatti, poco conosciuta, probabilmente, si riferisce alle ragazze non molto
belle e un po’ scontrose che, non ricevendo inviti in una festa danzante, si appartano, sdegnate, disponendosi ai lati della sala facendo, da un’ora all’altra, da tappezzeria.
La tappezzeria — come tutti sappiamo — è l’insieme delle stoffe, più o meno pregiate, operate o ricamate, che vengono impiegate come rivestimento di pareti interne di una stanza o di mobili e, per estensione, la carta da parati adoperata per lo stesso uso.
In senso metaforico, quindi, fanno da tappezzeria coloro che in un ritrovo, in una festa familiare, se ne stanno o vengono lasciati in disparte. L’espressione si adopera anche in situazioni in cui qualcuno è costretto ad assistere trascurato e inerte all’attività — anche se non redditizia — di altri. Con significato affine si adoperano anche le locuzioni (non abbisognevoli di spiegazione) far numero e star piantato come un piolo.

31-03-2012 — Autore: Fausto Raso — permalink


La preposizione de

Dal vocabolario Treccani in rete, leggiamo:
«de /de/
prep. [lat. De]
Forma che assume la prep. di quando è seguita dall'art., sia che si fonda con questo (del, dello, della, ecc.), sia che si scriva divisa (de 'l, de lo, de la, ecc.) come talvolta nell'uso lett. e nella citazione di titoli che cominciano con art.: i personaggi de «I Promessi Sposi».
In lingua italiana la preposizione de non esiste.
Decidete voi, se usarla o no. Ecco cosa consiglia l’Accademia della Crusca: FAQ dell'Accademia della Crusca.
Alcuni linguisti, comunque, ne condannano l'uso.

24-03-2012 — Autore: Fausto Raso — permalink




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