Campagna elettorale

Non vogliamo, da questo portale, fare propaganda per questo o quel partito, non è nella nostra filosofia; vogliamo solo vedere, sotto il profilo prettamente linguistico, come è nata e che cosa è, esattamente, la campagna elettorale. Vediamo, innanzi tutto, che cosa è la campagna in senso lato.
È, come recitano i vocabolari, un’ampia distesa di terreno aperto e pianeggiante, coltivato o coltivabile, lontano dai grossi centri abitati. Il termine viene, come il solito, dal latino campania(m), tratto da campus (campo), di origine non chiara. Bene.
Ma cosa c’entra l’agricoltura con le elezioni, cioè con la campagna elettorale? si domanderanno i nostri amici lettori. È presto detto.
Dal significato di campagna come terreno che può essere coltivato nascono le espressioni campagna bacologica, campagna granifera, dove con il termine campagna si intende il periodo in cui si svolge un’attività agricola. Di qui, è intuitivo, la locuzione campagna elettorale, cioè «periodo atto allo svolgimento della propaganda elettorale».
Infine, attraverso un’altra evoluzione semantica, sono state coniate le espressioni campagna di stampa, campagna abbonamenti, campagna per il tesseramento e via dicendo dove con campagna si intende, appunto, periodo atto a....

01-12-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


La nostalgia...

Breve viaggio – senza una meta prestabilita – attraverso il vocabolario della lingua italiana alla ricerca di parole di uso comune, quelle che adoperiamo quotidianamente, per pratica, il cui significato nascosto non è sempre chiaro a tutti. Prendiamo delle parole che ci vengono alla mente, così, senza una logica predeterminata.

Cominciamo dalla nostalgia. Avreste mai immaginato che quel desiderio intenso per qualcosa che si è lasciato temporaneamente o per sempre, la nostalgia, appunto, è un dolore tutto nostro? Se analizziamo il termine dal punto di vista etimologico scopriamo che il vocabolo è composto con le voci greche νόστος (nòstos = ritorno) e άλγος (algοs = sofferenza, dolore).

La nostalgia, letteralmente dunque, è un forte dolore provocato dalla sofferenza (algia) data dal desiderio del ritorno (nòstos) ai propri luoghi o ai propri cari. Quando la parola nacque era adoperata esclusivamente nel linguaggio medico; solo verso la fine dell’Ottocento cominciò a essere impiegata nel parlare di tutti i giorni nel significato attenuato di rimpianto: ho nostalgia del mio paese, vale a dire rimpiango il mio paese e soffro dal desiderio di tornarvi.

30-11-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Fare il chilo

«Devi smetterla una volta per tutte d’invitare a pranzo, e per giunta all’improvviso, quell’antipatico del tuo capufficio – sbottò la moglie del ragionier Rosoni – so benissimo che ciò serve ad accelerare la tua carriera, ma sono stanca di dovergli cedere anche il nostro letto perché lui – poverino! – deve fare il chilo. Sai benissimo – proseguì – che non abbiamo la camera per gli ospiti e tu, disgraziato, continui imperterrito a invitarlo ignorando le mie legittime rimostranze. Ora basta: quando viene lui, vado via io. Per il pranzo ti arrangerai!».

Voi, cortesi amici, siete soliti “fare il chilo”? Quest’espressione, l’avrete intuito, significa «starsene a riposo dopo il pasto per facilitare la digestione».

Si chiama chilo, infatti, il fluido lattiginoso che si forma con gli alimenti parzialmente digeriti nell’intestino tenue.

La voce è il latino chylos, tratto dal verbo greco chein, versare, di probabile origine indeuropea.

29-11-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink




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