I sorci verdi

Un lettore di un importante quotidiano in Rete ha posto al titolare della rubrica di lingua la seguente domanda:

Da dove nasce l'espressione "vedere i sorci verdi"?
Senza firma
Si tratta di una scherzosa espressione romana che significa sbalordire, ma anche far paura con azioni sorprendenti. (Questa la risposta del linguista che, però, non... ha risposto)

Chi è interessato alla risposta, vuole cioè conoscere l'origine del modo di dire, può cliccare su questo link wikipedia.org.
01-09-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Mettere alla lanterna

Probabilmente questo modo di dire è poco conosciuto in quanto è stato relegato nella soffitta della lingua e il suo posto è stato preso da mettere alla gogna.

Questo è, infatti, il significato dell'espressione. Nei primi tempi della rivoluzione francese il popolino, infuriato, impiccava ai lampioni (lanterne) tutti coloro che erano in odore di aristocrazia.

Quanto alla gogna si veda www.etimo.it.

31-08-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Un eco? Correttissimo

Ancora una volta dobbiamo denunciare – e ci dispiace – l’ignoranza linguistica di alcuni insegnati e, per giunta, di scuola media superiore. Un docente di un liceo romano ha sottolineato con la fatidica matita blu l’articolo indeterminativo un privo di apostrofo che precedeva il sostantivo eco (un eco) apparso su un componimento svolto in classe da un allievo.
No, gentile amico, eco non è necessariamente femminile – come si ritiene comunemente – perché appartiene alla schiera dei così detti sostantivi sovrabbondanti. Eco, dunque, ha un solo plurale rigorosamente maschile (gli echi) e due singolari, uno maschile e uno femminile (un eco e un’eco).
Il plurale maschile si spiega da sé: tutti i sostantivi in -o (salvo mano) sono maschili e nel plurale mutano la desinenza -o in -i (l’albero, gli alberi; l’eco, gli echi).
Da dove proviene il femminile singolare? Ce lo dice, magistralmente, Ottorino Pianigiani: etimo.it
Il femminile singolare, quindi, si spiega con la provenienza mitologica del vocabolo; quello maschile – e meno usato, per la verità – con la legge grammaticale che, come abbiamo visto, stabilisce che tutti i sostantivi che finiscono in -o sono di sesso maschile.
Ed eco, dal latino echu(m), non fa eccezione. Si veda anche: Mitologia.

30-08-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink




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