Uso corretto di nonché

L’avverbio nonché e la locuzione avverbiale non che significano, propriamente, tanto più o tanto meno. Hanno, infatti, valore rafforzativo e intensivo di non solo, tanto meno, tanto più, per di più e simili.

Non è consigliabile, se si vuole parlare e scrivere in buona lingua, usarli come sinonimi di e o di anche. Non diremo, quindi, mi rivolgo a lei, nonché ai suoi amici ma, correttamente: mi rivolgo a lei e ai suoi amici.

03-04-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Uso corretto della preposizione su

A coloro che amano il bel parlare e il bello scrivere ricordiamo che la preposizione su si costruisce direttamente senza l’ausilio della sorella di, tranne che con i pronomi personali dove la preposizione di può essere o no espressa (dipende dal gusto personale).

Scriveremo e diremo, quindi: il pappagallino è stato ritrovato su una casa diroccata (non: su di una casa); faccio affidamento su di te (ma anche: su te).

02-04-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Tirare giù la buffa.

Pochi, forse, conoscono questo modo di dire – per la verità relegato nella soffitta della lingua – anche se lo adoperano inconsciamente tutte le volte che si lasciano prendere dalla collera e combattono contro coloro che – a loro dire – sono rei di gravi offese.

L’espressione è una metafora tratta dall’atto che facevano i cavalieri prima di effettuare un combattimento: tiravano giù la buffa, cioè la visiera.

Con la buffa calata il cavaliere si sentiva più libero, ardito e pronto a ferire e a difendersi. Il modo di dire, però, oggi ha acquisito un significato un po’ diverso: smascherarsi.

Si dice, infatti, di chi a un certo punto si fa riconoscere per quello che realmente è.

01-04-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink




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