Dare la cappa

Ecco un modo di dire di uso raro e, quindi, pressoché sconosciuto ai più. Lo proponiamo perché sia di auspicio per coloro che ci onorano di leggerci e abbiano la loro… cappa, cioè un premio. “Dare la cappa”, dunque, significa premiare qualcuno per i suoi meriti.

La locuzione è un prestito del gergo della marina mercantile: quando un carico arrivava a destinazione in perfette condizioni si era soliti ringraziare il capitano con un premio consistente in una cappa.

Di qui il significato generico di premio, riconoscimento e simili.

31-03-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Considerazioni sulla lingua e un modo di dire

Una considerazione riguarda la locuzione così tanto, orrendamente errata e adoperata a ogni piè sospinto da tutti gli operatori dell’informazione, ma anche da intellettuali di un certo… prestigio.
Così tanto, dunque, è un’espressione errata e lo confermano le considerazioni di un padre della lingua, Aldo Gabrielli.


«Locuzione propria di certi dialetti settentrionali, pleonastica, enfatica, sbagliata. E niente affatto bella; essa è ignota al buon toscano, non solo, ma alla maggior parte dei nostri linguaggi: È così tanto bella; Hai avuto così tanti dolori e simili. In buona forma italiana si dice: È così bella, è tanto bella; hai avuto tanti dolori. Se si volesse ottenere quella maggior forza che sembra avere la suddetta locuzione si potrà dire sempre: È tanto mai bella; tanti dolori hai avuto; e in altre molte efficaci maniere. Perché è sbagliata? perché così, come avverbio di quantità ha, appunto, il significato di tanto, talmente, in modo tale, in tal maniera; e perciò, nella coppia suddetta, uno dei due elementi è di troppo».
E sempre in tema di considerazioni sull’uso corretto del nostro idioma, ci viene alla mente il verbo abboccare che molti, troppi, adoperano in modo errato. Questo verbo è nato transitivo e tale deve rimanere, checché ne dicano i soliti vocabolari permissivi. Abboccare cosa significa se non afferrare con la bocca?
I pesci, quindi, abboccano l’amo, non all’amo. Abboccare, insomma, regge il complemento oggetto: il cane abboccò la preda. L’uso intransitivo del verbo in questione è corretto solo in senso figurato con il significato di cadere in un inganno: il malvivente abboccò all’invito della polizia.
E per finire due considerazioni su abdicare e accudire. Il primo è nato transitivo ma l’uso lo ha reso intransitivo; quando nacque significava respingere: colui che abdicava il trono, lo respingeva; l’uso intransitivo è nato per evoluzione semantica del verbo che, nel secolo scorso, anzi due secoli fa, ha acquisito il significato di rinunziare: colui che abdica rinunzia al trono. Il secondo, invece, si può adoperare indifferentemente, sia in senso transitivo sia in senso intransitivo: accudire un bambino o a un bambino.
30-03-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Migliorare sempre più

Su un giornale locale (di Roma) abbiamo letto che le condizioni del paziente migliorano sempre più.

Ci sembra superfluo ricordare a coloro che amano la buona lingua che il verbo migliorare viene dal comparativo latino melior (migliore).

Come è errato dire, quindi, più migliore così è errato dire migliorare sempre più.

Il cronista del giornale avrebbe dovuto scrivere – per non cadere in questo strafalcione – che le condizioni del paziente migliorano di giorno in giorno o frasi simili.

29-03-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink




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