La soldata

Il caso Melania ha riportato prepotentemente alla ribalta il problema della formazione del femminile di sostantivi nati maschili come soldato: una donna-soldato è una soldatessa o una soldata? Per l'estensore di queste modeste noterelle non ci sono dubbi: soldata.

Il suffisso -essa, nei nomi non cristallizzati (poetessa, professoressa, dottoressa ecc.), sa di ironico o di dispregiativo (a nostro modo di vedere).

Perché si osteggia soldata quando la grammatica parla chiaro? I sostantivi maschili in -o formano il femminile mutando la desinenza -o in -a, propria dei nomi marcatamente femminili: sarto, sarta; amico, amica; cuoco, cuoca; postino, postina.

Soldata, quindi, non contravviene a nessuna legge grammaticale. E per lo stesso motivo diremo la marescialla, la capitana perché, appunto, i rispettivi maschili terminano in -o. Metteremo solo l'articolo femminile, invece, davanti ai nomi terminanti in -e perché questa desinenza è bivalente: il caporale, la caporale; il tenente, la tenente; il maggiore, la maggiore.

28-08-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Sottrarre da o a?

Il verbo in questione si può costruire con entrambe le preposizioni (a e da), ma secondo i casi e questi casi ci vengono magistralmente spiegati da un illustre linguista, Aldo Gabrielli.

«Il verbo sottrarre si costruisce tanto con 'a' quanto con 'da' (sebbene più comunemente con 'a') nel significato di 'allontanare', 'toglier via' e simili, come negli esempi che seguono: 'E il cor sottragge A quel dolce pensier che in vita il tiene' (Petrarca); 'Piacendogli, potrebbe la sorella dal fuoco sottrarre' (Boccaccio); 'Sottrarsi dal pericolo' (Tommaseo); 'Lo hanno sottratto per miracolo alla morte' ma anche 'dalla morte'; e così via. Ma 'sottrarre' vuol anche dire 'portar via astutamente', 'estorcere', 'rubare' e allora si costruisce sempre con 'a': 'sottrarre a uno una cosa: 'Gli hanno sottratto il portafogli', 'Sottrassero alla biblioteca un prezioso manoscritto'. Nel significato matematico, sempre con 'da': 'Sottrarre venti da trenta', 'Sottrarre un numero da un altro'».

25-08-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Essere un epigono

In questa locuzione epigono è chi (scrittore, artista, pensatore) continua ed elabora idee e forme dei suoi predecessori. Letteralmente epigono significa prole discendente, nato dopo [dal greco ἐπί epì (dopo) e γόνος gónos (prole)].

Nella mitologia greca si chiamarono così i figli dei sette principi che mossero guerra a Tebe e che perirono tutti, tranne Adrasto. Sotto la guida di questo, gli Epigoni intrapresero la rivincita, sconfissero i Tebani e ne distrussero la città. (Giuseppe Pittàno)

24-08-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink




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