Sfagiolare
Ci scrive Tina F. da Isernia: «Cortese dott. Raso, mio figlio (IV ginnasio) è stato redarguito dall’insegnate perché in un componimento ha scritto che “quell’opera non gli sfagiolava”, volendo dire che non gli piaceva. Il docente ha detto che è un modo di dire popolare, che in uno scritto non si può adoperare. Eppure io l’ho sempre sentito e detto. Mi piacerebbe conoscere il suo autorevole parere. Grazie e cordialità».
Cortese Tina, non posso assolutamente contraddire l’insegnante di suo figlio: ha ragione da vendere. Il verbo sfagiolare, di uso prettamente familiare, per non dire popolare, è inammissibile in uno scritto formale, soprattutto in un componimento scolastico.
È interessante, forse, conoscere l’origine che, a mio avviso, è intuitiva. Viene, infatti, da fagiolo più il prefisso s-con funzione, per lo più, derivativa e significa piacere, andare a genio, garbaree simili.
Probabilmente il verbo fa riferimento al fagiolo che un tempo si metteva nell’urna quando si voleva esprimere un voto favorevole.
È un verbo intransitivo e nei tempi composti si coniuga con l’ausiliare essere. Bisogna dire però, per onestà, che il verbo è 'immortalato' in molti libri.
L'aptonomia
Forse pochissime persone conoscono questo termine perché — a quanto ci risulta — non è attestato nei vocabolari (che abbiamo consultato). Cosa sta a significare, dunque, questo parolone?
Non è altro che un sostantivo femminile atto a indicare lo studio scientifico dell'affettività. È composto con le voci greche ἅπτωμαι (háptomai, mi attacco) e -νομία (-nomia). Per una trattazione più ampia riportiamo ciò che dice il sito “Il Sapientino”:
«L’aptonomia (dal greco ἅπτω (hapto, toccare) e νόμος (nomos, regola) fondata nel 1945 dal medico olandese Frans Veldman, studia l’affettività espressa attraverso il contatto tattile. È applicata soprattutto al rapporto pre e post—natale tra genitore e figlio. I sostenitori di questa tecnica affermano che l’approccio tattile dei genitori sul nascituro, esprimendo una conferma affettiva, consente all’individuo di sviluppare una maggiore sicurezza, utile per affrontare meglio le difficoltà della vita.
Affetto-terapia. Le sedute possono cominciare non appena la mamma sente il bambino muoversi e possono proseguire dopo la nascita. Negli ultimi anni l’aptonomia è stata utilizzata anche con persone sofferenti: la comunicazione di tenerezza e affetto pare abbia ottenuto risultati molto soddisfacenti».
Scorticare un pidocchio
Il modo di dire, che avete appena letto, significa essere venali, avari e nello stesso tempo gretti e meschini.
Si dice di colui, insomma, che non si lascia sfuggire nessuna opportunità e occasione di vantaggio o guadagno tanto che, per raggiungere lo scopo, arriverebbe perfino a scorticare un pidocchio.
Si dice anche di chi si dà da fare per un compenso molto misero, paragonabile a quello che otterrebbe scorticando un... pidocchio.
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