Un complemento bistrattato
Ancora un complemento bistrattato. Esaminiamo questa frase: « Giovanni è più alto di Mario di tre centimetri ». Tutti (?) i sacri testi grammaticali, di tre centimetri lo classificherebbero un complemento di abbondanza : Giovanni, nei confronti di Mario, abbonda di altezza.
Il complemento di abbondanza indica, infatti, ciò di cui una persona o una cosa abbonda, è introdotto dalla preposizione di ed è retto dai verbi indicanti pienezza, ricchezza come, per esempio, colmare, saziare, traboccare, abbondare, riempire, arricchire e simili. Può anche essere retto da aggettivi quali munito, dotato, colmo, zeppo, fornito, pieno eccetera: Roma è ricca di monumenti.
Quando questo complemento indica, però, la differenza che intercorre tra due elementi della frase e può essere retto da un comparativo ( più alto di , maggiore di, ecc.), da una preposizione o da un avverbio che stabiliscono un raffronto, da verbi che indicano precedenza o superamento è più corretto chiamarlo, anzi si deve chiamare complemento di differenza : pochi giorni dopo ; cinque metri oltre la curva ; l o precede di alcune ore.
Questa differenza tra il complemento di differenza e quello di abbondanza , se non cadiamo in errore, non è messa in luce nei testi grammaticali che abbiamo consultato. Nell’esempio iniziale, dunque, « Giovanni è più alto di Mario di tre centimetri »
abbiamo un complemento di differenza e non di abbondanza.
Flottare
Quanto stiamo per scrivere non avrà l’approvazione di molti (se non tutti) linguisti e lessicografi. Vogliamo parlare di un verbo dal sapore francese ed entrato nel nostro lessico, se non ricordiamo male, nel XVIII secolo: flottare. Perché non avrà l’approvazione dei grandi?
Perché diciamo che a nostro modo di vedere è da bandire, sebbene, ormai, abbia acquisito il diritto di cittadinanza italiana e sia riportato in tutti i vocabolari. È da bandire perché non è schiettamente italiano. Discende, infatti, dal francese flotter, da flot ( onda ) e significa galleggiare e simili.
In lingua italiana esistono i verbi galleggiare appunto, ondeggiare , fluttuare ; per quale motivo ricorrere al verbo barbaro flottare ? Ricordiamo, comunque, a coloro che volessero adoperarlo ugualmente, che è un verbo intransitivo e nei tempi composti prende l’ausiliare avere: la barca ha flottato per molto tempo.
Prestanome e ficcanaso
Non vorremmo rovinare la domenica a qualche linguista (o lessicografo) se, per caso, dovesse imbattersi in questo sito. Ci piacerebbe conoscere il motivo per cui tutti i vocabolari attestano il sostantivo prestanome come invariabile; mentre per il sostantivo ficcanaso
si dividono: alcuni sostengono l’invariabilità, altri ammettono la variabilità, altri ancora sono su posizioni salomoniche (variabile o invariabile).
Entrambi i sostantivi sono composti con una voce verbale e un nome maschile singolare ( prestanome , da prestare e nome; ficcanaso , da ficcare e naso) e una legge grammaticale stabilisce che i sostantivi così composti restano invariati solo se si riferiscono a un femminile: Giovanna e Maria sono le prestanome ; Paolo e Luigi sono i prestanomi.
Lo stesso per ficcanaso: quei ragazzi sono proprio ficcanasi ; non sopporto quelle fanciulle perché sono delle ficcanaso.
Ci piacerebbe sapere, appunto, per quale oscuro motivo i vocabolari disattendono questa legge grammaticale. Noi, nonostante tutti gli sforzi, non ci arriviamo... Si veda:
Google Libri - i prestanomi e Google Libri - le ficcanaso
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