Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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L'ozio e il negozio


Abbiamo scritto — altre volte — che la scienza etimologica ci riserva delle sorprese… sorprendenti di fronte alle quali non finiremo mai di stupirci. Per questa scienza gli unici che lavorano, che buttano il sangue, come suol dirsi, sono i negozianti; le altre categorie di onesti lavoratori non sono prese in considerazione. Vediamo, dunque.
Per spiegare quanto vogliamo dire occorre prendere il discorso alla lontana e parlare della scuola, non in senso polemico (e dobbiamo fare uno sforzo tremendo per astenerci dal giudicare negativamente la preparazione linguistico-grammaticale dei giovani sfornati dalla scuola di oggi: le nuove leve della carta stampata e no sono la prova provata), ma dal punto di vista etimologico.
La scuola, dicevamo, che per la maggior parte dei giovani significa ansia, lavoro, notti in bianco e qualche… scapaccione, in origine voleva dire tutto il contrario: rilassamento, riposo, ozio. Scuola, infatti, deriva dal greco σχολή (scholé) che significa, per l’appunto, riposo, ozio; per gli antichi coloro che si dedicavano all’esercizio dello spirito, della mente, dell’animo — anziché preoccuparsi di ammazzarsi sulla vanga o sull’aratro (quando non erano in guerra) — oziavano; la scuola era motivo di riposo, di svago. I Latini, infatti, chiamavano otium (ozio) il tempo che riuscivano a sottrarre agli affari, agli impegni per dedicarlo allo svago, al divertimento, tanto è vero che le ore che riuscivano a dedicare alle lettere e agli studi erano chiamate otia litterata. A questo punto, cortesi amici, vi domanderete che cosa c’entra la scuola, l’ozio con il … negozio. È presto detto.
Quando vollero coniare un termine che significasse il contrario dell’ozio, dello svago, del divertimento, fecero il negotium (nec—otium), cioè il non ozio, quindi attività, lavoro, occupazione. Il negozio, per tanto, nell’accezione di bottega è il luogo dove si lavora, si fanno affari. Il negoziante, quindi, stando all’etimologia, è il lavoratore per antonomasia.
Dal negotium, nel significato di lavoro, affari, sono derivati tutti gli altri termini che oggi adoperiamo comunemente come, per esempio, negoziato: insieme delle trattative per stipulare accordi, trattati e simili; negoziazione: l’atto del negoziare, trattare.


11-11-2011 — Autore: Fausto Raso

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