L'appartamento
Cortesi amici, vi siete mai chiesto che cosa è un appartamento? Certo, basta consultare un vocabolario della lingua italiana e l’arcano è risolto. Si clicchi, infatti, su appartamento.
Quello che non tutti sanno, forse, è il motivo per cui l’abitazione si chiama appartamento. Il motivo è semplicissimo: il termine viene dal verbo appartare (dal latino ad-partare) nella duplice accezione di separare e di fare le parti (dividere la casa in parti). Etimo.it - appartamento
Il bello scrivere
Molto spesso nello scrivere adoperiamo — probabilmente senza rendercene conto — parole generiche e logorate; è perciò buona norma fare un piccolo sforzo per ridurre al minimo questo inconveniente sostituendo i termini logori con altri, a volte meno comuni, ma anche più efficaci e precisi nel significato.
Sperando di non essere tacciati di pedanteria diamo alcuni esempi di parole facilmente sostituibili con altre, che fanno alla bisogna secondo il contesto. Tra virgolette i termini più appropriati: fare un’impresa, “compiere”; dare una notizia, “comunicare”; avere simpatia, “nutrire”; avere indosso, “indossare”; dare un incarico, “affidare”; fare un favore, “concedere”; avere un’automobile, “possedere”; dare un ceffone, “assestare”; fare un affare, “concludere”; dare in dono, “donare”; fare un regalo, “regalare”; fare un bel lavoro, “eseguire”; avere un messaggio, “ricevere”. Sono solo alcuni esempi che ci sono venuti alla mente, ma se ne potrebbero fare a iosa.
Come si può vedere, la scelta delle parole, anche se viene spesso sottovalutata, o vissuta come una preoccupazione pedantesca, è estremamente importante perché dà ai nostri scritti un tocco di eleganza stilistica. Fine ultimo che dovrebbe stare a cuore a chi ama il bel parlare e il bello scrivere.
Or sono o orsono ?
La sola grafia “corretta”, a nostro modo di vedere, è quella scissa. Non mancano, comunque, esempi di scrittori che preferiscono quella univerbata (orsono), tra cui, se non cadiamo in errore, Sciascia. Ora si tronca in “or” in alcune combinazioni cristallizzate, come “or ora” e in altre già unificate, come “ormai”. Non ci sembra il caso di “orsono” la cui grafia univerbata non è ancora cristallizzata. Una ricerca con Google ha dato, infatti, questi risultati: or sono, 30.600.000 occorrenze; orsono, 344.000 occorrenze.
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