Il paltoniere
Tra le parole della nostra lingua relegate nella soffitta ci piacerebbe fosse rispolverato il termine paltoniere, di provenienza classica. Molto spesso veniva adoperato nel senso di farabutto.
Il significato proprio del sostantivo che, ripetiamo, è di nobili natali, è, invece, mendicante, accattone, vagabondo, colui che cerca l’elemosina, provenendo dal verbo latino palari, andar vagando.
Etimo.it - paltoniere
L'esuberante
Vogliamo vedere perché una persona briosa, estroversa si dice esuberante? Ci affidiamo a Enzo La Stella.
«Che una persona esuberante sia estroversa, piena di energie e portata ai rapporti umani lo capiamo tutti, ma forse non ci appare chiaro il collegamento con il latino 'uber', che significa mammella. L' 'ex' che lo precede offre l'immagine di mammelle così piene che una stilla di latte già affiora alla sommità dei capezzoli. Analoga è l'origine dell'aggettivo ubertoso, che significa fertile e lussureggiante; e non è strano che i nostri antenati, che vivevano in campagna e dalla campagna traevano tutto il necessario, ricorressero alla tranquillizzante immagine delle turgide mammelle della vacca per esprimere concetti che, almeno per esuberante, non sembrano più avere rapporto con l'agricoltura».
L'incentivo e l'incantesimo
Dopo l'esuberante, vediamo la nascita dell'incentivo affidandoci sempre a Enzo La Stella. I vocabolari, alla voce in oggetto, recitano: «stimolo, spinta, incitamento». È interessante vedere come si è giunti a queste accezioni.
«L'incentivo, quello stimolo, morale o materiale, che ci spinge a fare di più e di meglio, è oggi così legato allo sviluppo delle vendite secondo il modello americano (si offrono premi in denaro e medaglie ai venditori più aggressivi, i distributori possono sempre sperare in una crociera o in un nuovo banco frigorifero e il consumatore finale è letteralmente bombardato da offerte mirabolanti), che qualcuno lo ritiene derivato dall'inglese 'incentive'. Le cose, però, stanno diversamente. All'origine,infatti, vi è il latino 'incentivus', attributo del flauto, il cui suono alto serviva a dare il tono al 'cantus' di voci e strumenti, già accolto in italiano nel Trecento col più ampio significato di spinta, incitamento, sprone. Anche se il suono è un po' diverso, 'incantesimo' è stretto parente di incentivo, derivando sempre da 'cantus', ma nel senso specializzato di cantilena o formula magica».
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