Eccetera

Due parole, due, sull’avverbio eccetera(dal latino et cetera) vale a dire e le altre cose, e il resto, il rimanente.
Si adopera — nello scritto e nel parlato — per omettere cose facilmente comprensibili o simili. Si usa, insomma, per sottintendere o per evitare tutto ciò che segue di una enumerazione, di una citazione di cui siano già stati espressi i vari elementi: l’articolo, l’aggettivo, il sostantivo eccetera sono parti del discorso.
Nello scritto si abbrevia in ecc.(si può trovare anche abbreviato alla francese in etc., ma in buona lingua è assolutamente da evitare) e non si fa precedere e seguire dalla virgola.
Si può anche adoperare — forse pochi lo sanno — come sostantivo maschile invariabile: avresti potuto evitare tutte queste ripetizioni con alcuni eccetera.
PS: Taluni fanno seguire ecc. dai puntini di sospensione. Da evitare assolutamente. Si veda, in proposito, questo collegamento:
Forum Accademia della Crusca

10-11-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Iconografia e icnografia

Ci scrive Oreste P. da Priverno: «Cortese dott. Raso, secondo un mio amico l’iconografia e l’icnografia sono la stessa cosa perché quest’ultimo termine è la forma sincopata del primo. Non sono riuscito a trovare, nei dizionari in mio possesso, la parola sincopata. Ha ragione il mio amico? Grazie se avrò una risposta. Cordialità»

Gentile Oreste, il suo amico, purtroppo è in errore: i due termini hanno significati completamente diversi.

Il primo, come recitano i vocabolari, è lo studio descrittivo dei soggetti e dei modi in cui tali soggetti sono rappresentati nella storia delle arti figurative; il secondo indica la rappresentazione grafica a proiezione orizzontale di un edificio.

Per l’etimologia dei due vocaboli, la rimando a quanto scrive Ottorino Pianigiani. Clicchi sui due collegamenti in calce:

Etimo.it – iconografia
Etimo.it - icnografia

09-11-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Ferragosto

Perché Ferragosto? Ecco cosa scrive Wikipedia:
Il Ferragosto è una festività tipicamente italiana, assente negli altri paesi europei, che cade il 15 agosto. Tradizionalmente dedicata alle gite fuori porta, è spesso caratterizzata da lauti pranzi al sacco e, data la calura stagionale, da rinfrescanti bagni in acque marine, fluviali o lacustri. Molto diffuso anche l'esodo verso le località montane o collinari, in cerca di refrigerio.
Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall'imperatore Ottaviano Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle esistenti e antichissime festività cadenti nello stesso mese, come i Consualia, per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli.
L'antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di autopromozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane allo scopo di fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.
Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l'impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il Palio dell'Assunta che si svolge a Siena il 16 agosto.
Nell'occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l'usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria dai decreti pontifici.
Coincide con la festa cattolica della dormizione e assunzione di Maria (madre di Gesù). Esiste un parallelo tematico tra il rapimento delle vergini sabine e quello della Vergine in cielo.

08-11-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink




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