Far la natta

Quante volte, cortesi amici lettori, avete natteggiato qualcuno? State tranquilli, non stiamo delirando, vogliamo solo domandarvi se avete mai burlato o offeso una persona.

Questo è, infatti, il senso del modo di dire, forse poco conosciuto. La locuzione, di origine proverbiale, è adoperata con significato traslato.

La natta, dunque, è un’escrescenza. Colui che fa la natta, quindi, lascia — in senso figurato — un segno ben visibile — quasi fosse una cisti — sul viso, o meglio, sulla testa del natteggiato a testimonianza della burla o dell’offesa.

Dizionari Repubblica.it - natta

05-04-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Esser tirchio

La locuzione che avete appena letto — il cui significato non abbisogna certamente di spiegazioni — non fa parte dei veri e propri modi di dire anche se nell’uso comune si classifica fra quest’ultimi.

La trattiamo come tale, quindi, e la proponiamo perché ci è stata richiesta da un amico lettore (che vuol mantenere l’anonimato) il quale desidera conoscere il significato recondito di tirchio.

Come i lettori certamente sapranno, per scoprire l’accezione recondita di un vocabolo è necessario ricercare l’etimologia e questa, nel nostro caso, è quanto mai incerta. Se apriamo un qualsivoglia vocabolario alla voce in oggetto, leggiamo: «Chi evita di spendere per eccessivo attaccamento al denaro; avaro, di origine incerta». La spiegazione — è evidente — non soddisfa la curiosità degli amatori della lingua.

E a proposito di tirchio, ci piace riportare una massima di  Thomas Paine: «L’avarizia impedirà a un uomo di finire in miseria, ma in generale lo rende troppo pauroso per consentirgli di diventare ricco». Non vi sembrano parole sante?

04-04-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink


Mettere uno sulle roste

... vale a dire metterlo alla berlina. Questo modo di dire è poco conosciuto derivando da un vocabolo raramente usato: la rosta, appunto.

Il termine, intanto, proviene dal longobardo hrausta (frasca) ed è una sorta di ventaglio fatto di frasche o anche di cartoncino a forma di quadrilatero che si usava all’inizio del secolo scorso.

Quando veniva azionato metteva in evidenza figure, molto spesso burlesche, o poesie satiriche disegnate o scritte sulle due facce da pittori e letterati dell’epoca che mettevano, così, alla berlina, vizi e cattive usanze.

Metaforicamente, quindi, si mettono sulle roste le persone da satireggiare per i loro cattivi comportamenti.

01-04-2016 — Autore: Fausto Raso — permalink




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