Essere un tartufo

Questo modo di dire — probabilmente poco conosciuto — non ha nulla che vedere con il... tartufo (varietà di funghi). Si tira in ballo quando si vuole mettere in evidenza l’ipocrisia di una persona; si dice, insomma, di persona bigotta, baciapile, falsa, ma soprattutto di persona che nasconde mire opportune dietro un comportamento di assoluta onestà.

Allora, cortesi amici, quanti tartufi conoscete? Ma donde viene quest’espressione? Dall’omonima commedia molieriana. La locuzione allude, infatti, alla celeberrima commedia Tartuffe che lo scrittore francese riprese sull'Ipocrito di Pietro Aretino: il protagonista, benpensante e perbenista, alla fine delle sue peripezie vede smascherate le sue mire disoneste.

C’è da dire, per la cronaca, che la popolarità dell’opera deriva dalle polemiche, piuttosto aspre, che scatenò tra la corte di Luigi XIV: moltissimi cortigiani si riconobbero, infatti, nel protagonista, Tartufo, appunto.

Di qui, l’uso figurato della locuzione.

04-07-2015 — Autore: Fausto Raso — permalink


Siedi e gambetta, e vedrai vendetta

Ecco un altro modo di dire relegato nella soffitta della lingua, ma che proponiamo ugualmente perché — come abbiamo sempre sostenuto — tutto fa cultura, e la cultura non va mai in soffitta, anzi...

L’espressione, dunque, in senso metaforico, vale «stai tranquillo, non darti pensiero, non ti affannare perché anche se non a breve scadenza verrà il giorno in cui potrai mettere in atto la tua vendetta».

La locuzione allude all’immagine di una persona che, in una qualunque sala d’attesa, se ne sta seduta con una gamba sopra all’altra, dondolando la superiore e di tanto in tanto sgambetta, andando su e giù per la sala d’attesa in... attesa di essere ricevuta.

Il detto, di origine proverbiale, vuol dire, in ultima analisi, di attendere fiduciosamente e tranquillamente il proprio turno, tutto arriva, anche, nel caso, il tempo della vendetta.

27-06-2015 — Autore: Fausto Raso — permalink


Sinonimi abusivi

Con il termine sinonimia si intende — in linguistica — una corrispondenza semantica di due o più parole, vale a dire una somiglianza di significato di due o più vocaboli. Alcuni, in proposito, sono convinti del fatto che sinonimia equivale a identicità. Così non è: non esistono in lingua italiana (ma neanche nelle lingue straniere) vocaboli che potremmo definire gemelli; c’è sempre una piccola sfumatura di significato.
Per questo motivo alcuni linguisti, prudentemente, tendono a precisare che sono chiamati sinonimi i nomi che hanno il medesimo significato fondamentale; c’è sempre, infatti, qualcosa che sfugge e rende impossibile la perfetta equivalenza dei significati.
Vediamo, infatti, piluccando qua e là, alcuni sinonimi abusivi, in corsivo, e in parentesi, i corrispettivi appropriati.

Parlerò del tuo problema al direttore non appena si presenterà l’occasione (opportunità); i genitori, dopo il tragico incidente, hanno chiesto notizie del figliolo ma hanno ricevuto solo pietose menzogne (bugie); il giovane, correndo, ha perduto (smarrito) la fotografia della sua compagna; Adalberto, a detta di tutti, è un bellissimo ragazzo nonostante sia troppo macilento (magro); il malfattore, arrestato dalla polizia, ha avuto il castigo (la pena) che meritava; accetterei volentieri il tuo invito, ma ho paura (il timore) di non essere gradito agli altri; dalla vendita dell’appartamento ho avuto ben poco profitto (guadagno); per accedere alla villa bisognava salire qualche gradino (scalino); il giovanotto rammentava (ricordava) con nostalgia i luoghi dell’infanzia.

Per concludere, si faccia attenzione al corretto uso dei sinonimi se non vogliamo correre il rischio che i nostri scritti possano suscitare ilarità in chi li legge.
In linguistica si parla, infatti, di sinonimia approssimativa e di sinonimia assoluta. Nella sinonimia approssimativa i vocaboli sinonimi sono intercambiabili solamente in determinati contesti. Provate a sostituire, infatti, sala da ballo con camera da ballo e vedrete che il conto non torna, per usare un’espressione dell’aritmetica. Si può benissimo dire, invece — il conto torna — sala da pranzo o camera da pranzo (anche se camera in questo caso non è un termine appropriato).
Nella sinonimia assoluta i vocaboli sinonimi sono, viceversa, intercambiabili in tutti i contesti. Bisogna dire, però, che i sinonimi assoluti sono veramente molto rari. Sono assoluti, per esempio, le preposizioni tra e fra anche se, a voler sottilizzare, c’è una differenza a livello stilistico: al fine di evitare la successione di sillabe uguali si preferisce dire, per esempio, tra fratelli piuttosto che fra fratelli. Sono sinonimi assoluti — anche se, ripetiamo, c’è sempre una sottile differenza — invece e viceversa; ma e però; termosifone e calorifero e altri — insistiamo rari — che ora non ci vengono alla mente.

22-06-2015 — Autore: Fausto Raso — permalink




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