Preposizioni: uso superfluo
Spesse volte, probabilmente senza rendercene conto, infarciamo i nostri scritti di preposizioni che, in realtà, sono superflue se non addirittura errate. Sarebbe bene, per tanto, rileggere con la massima attenzione le nostre opere letterarie prima di darle, si fa per dire, alle stampe. Qualche esempio renderà il tutto più chiaro. Vediamo, quindi, piluccando qua e là, di scovare queste preposizioni mettendole in corsivo.
I coniugi, nonostante la stanchezza per il lungo viaggio, alla (la) mattina seguente si alzarono prestissimo; in riguardo a lui, tutti sarebbero stati d’accordo che comportandosi in quel modo sarebbe stata un’ingiustizia; è veramente difficile a descrivere quel che è successo l’altro giorno; l’assemblea, per acclamazione, ha eletto a presidente della Società il rag. Sempronio; è stato notato, da tutti, che per tutto il tempo della conferenza Giovanni e Virgilio bisbigliavano fra di loro; a questo punto gentili amici, non mi resta altro che di salutarvi caramente; state tranquilli, verremo a trovarvi dopo di cena; nessuno osava di entrare in quella stanza; in quell’anno tutti gli imputati erano minorenni.
Quando le preposizioni sono indispensabili
Pochi giorni or sono, abbiamo speso due parole, due, sull’uso superfluo delle preposizioni; oggi ne spendiamo altre due sulle omissioni erronee delle stesse. Vogliamo dire, insomma, che a volte le preposizioni sono indispensabili e omettendole si commette un vero e proprio errore sintattico-grammaticale. Come consuetudine pilucchiamo qua e là dalla carta stampata, mettendo in corsivo le preposizioni che gli articolisti hanno omesso. Vediamo.
Mi affretto, cortese amico a rispondere alla tua appassionata lettera; tutti sanno, in paese, che l’avvocato Taldeitali aspira la (alla) carica di sindaco; prima di ripartire la regale coppia conta di fare una puntatina a Firenze; i reduci, dopo la sfilata, confidavano di incontrare gli amici di un tempo; la polizia lo ha arrestato mentre tentava di varcare i cancelli della villa; amici accorrete, venite a vedere che bello spettacolo; il candidato sperava di superare l’esame subito, ma rimase deluso; il testimone disse di credere di poter affermare con sicurezza di averlo visto uscire dal locale alle 23.00; l’uomo, ricoverato in ospedale, sembra cominci a dare segni di ripresa.
Fare una grigia
Fare una grigia, vale a dire una figuraccia, una figura meschina.L’espressione si rifà direttamente al colore grigio nell’accezione figurata di scialbo e simili.
Quando diciamo, infatti, “che grigia!”, vogliamo mettere in evidenza, appunto, il fatto di esserci comportati in modo scialbo, meschino; di avere fatto, quindi, una figura... scialba, cioè grigia. 16-05-2015 Autore: Fausto Raso permalink
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