Non avere un quattrino da far cantare un cieco
Questo modo di dire, di uso raro, per la verità, si riferisce a una persona che vive nella miseria più nera, che non può disporre neanche di una moneta di scarsissimo valore come un quattrino.
L’espressione fa riferimento ai tempi passati, quando le persone afflitte da gravi menomazioni fisiche vivevano della carità altrui, e i ciechi, in particolare, si esibivano cantando di piazza in piazza.
A questi ultimi, tra l’altro, veniva attribuita una sensibilità musicale non comune, ed era facile, quindi, trovarne molti fra gli organisti e i cantori di chiesa.
Grande, forte, buono...
Quasi sempre questi tre aggettivi (grande, forte e buono) esprimono un concetto troppo vago e generico in riferimento a ciò che vogliamo veramente... esprimere. Sarà bene, quindi, ogni qual volta sia possibile, sostituirli con un altro aggettivo che faccia alla bisogna.
Vediamo, con alcuni esempi, come ciò sia possibile. In corsivo l’aggettivo generico, in parentesi quello appropriato.
La grande (ampia) sala era gremita di personaggi illustri; durante il nubifragio soffiava un vento forte (impetuoso) che quasi faceva tremare le case; questo dolce è veramente buono (squisito); quell’oratore aveva una voce forte (tonante) che rimbombava nella sala; il giovane ha commesso un grande (grave) errore comportandosi in questo modo; gli assaliti rovesciavano dai bastioni del castello grandi (grosse) pietre sulle teste degli assalitori; quella signora è veramente buona (caritatevole): tutte le domeniche offre un pranzo ai barboni; all’improvviso si sentì un odore forte (acre) e disgustoso; quella persona è veramente buona (affabile) con tutti; Giovanna ha portato una grande (cospicua) dote.
Uso errato del prefisso ri-
Il prefisso ri- (che in alcuni casi diventa re- o ra-), si vedano questi collegamenti Dizionari Repubblica.it - ri e Dizionari Repubblica.it - re, indica, in linea generale, l’idea della ripetizione, è erroneo il suo uso, quindi, quando l’azione o il fatto avviene per la prima volta.
Vediamo, per tanto, con qualche esempio piluccato qua e là, l’uso improprio o, meglio, errato di questo prefisso. In corsivo i termini con il prefisso, in parentesi quelli da usare correttamente.
La prima ripresa (presa) della scena non ha soddisfatto il regista; il compito dello storico è quello di ritrarre (trarre) dall’oblio fatti e personaggi importanti; la sconfitta di Caporetto è stata prontamente rivendicata (vendicata, in questo esempio è errato anche il verbo usato: una cosa è rivendicare, un’altra è vendicare); il moribondo ha aperto gli occhi per un breve istante, poi li ha richiusi (chiusi) per sempre; per il permesso di soggiorno sono state richieste (chieste) informazioni al paese d’origine; una volta giunti in America tutti vi hanno richiamato (chiamato) i propri familiari; ho ricercato (cercato) il mio barboncino dappertutto, ma senza successo; il viaggio non è stato lungo e faticoso: eppure risento (sento) una certa stanchezza.
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