Avere lo scrupolo del tarlo
Per il significato e l’origine di questa locuzione chiediamo aiuto a Ludovico Passarini, un... luminare dei modi di dire.
«Questa meschina e pur dannosissima bestiolaccia aveva a poco a poco, insensibilmente, e dirò così, sotto pelle, cheto cheto, roso e mangiato un Crocefisso, non so se di legno o di carta pesta. Giunto il tarlo co’ suoi dentini al primo chiodo, gli vennero gli scrupoli, si scosse, e fermatosi disse come inorridito: «Oh, il peccato di rodere questo sacro ferro non lo fo davvero!».
Da questa favoletta il proverbio che dipinge in miniatura quell’empio il quale, fatto d’ogni erba un fascio liberamente e senza correre alcun pericolo, allora che gliene capita una, che potrebbe scoprirlo per un birbante, invitato a farla dice: «Oh, coteste cose non faccio io!».
In conclusione favola e motto vogliono significare che l’ipocrita, non potendo per qualche ragione far cosa illecita, dice di non dovere; e così non perde il credito fra la gente. Anche la volpe di Esopo vista l’uva troppo alta da non poterla addentare disse che era acerba; ma questa il disse per rispetto umano, diremmo noi, cioè per non scapitare nella nomea d’ingegnosa; e fu bugiarda; quello per non essere un tristo, e fu solennissimo ipocrita».
Per concludere: lo scrupolo del tarlo è un morbo subdolo che penetra nell’animo delle persone — tarlandolo — e le rende ipocrite.
Esempio
Un altro esempio, di parole adoperate inconsciamente, per pratica, è proprio il vocabolo… esempio.
Anche questo sostantivo ha perso il significato originario (recondito) che aveva per assumerne un altro.
Quando nacque, dunque — come sempre dal latino exemplum — voleva dire cosa acquistata, prelevata, cavata fuori da altre (con le medesime caratteristiche), essendo composto, il vocabolo, con ex (detrattivo) e il verbo emerere (comperare).
Chi compra una cosa non trae, non cava fuori da altre cose della stessa specie ciò che ritiene migliore?
Da qui, il significato moderno di cosa cavata fuori per farne un modello, vale a dire un… esempio.
Esagerare
Quando usiamo il verbo esagerare sappiamo che, in senso figurato, alziamo un argine, ammonticchiamo (qualcosa)?
Il significato scoperto del verbo lo conosciamo benissimo: far apparire qualcosa più grande, più importante di quello che è in realtà.
Il significato nascosto, invece, è quello di cui parlavamo prima perché, originariamente, questo verbo che viene dal latino exaggerare, composto con ex e agger, -ris (argine, terrapieno) valeva alzare un argine, costruire una fortificazione, ammonticchiare.
Lo stesso sostantivo argine dal punto di vista etimologico significa (raccolta di materiale) portato presso, composto con ad (presso) e gerere (portare).
Tornando a esagerare, con il tempo questo verbo ha perso il significato originario per acquisire quello figurato di accrescere, ingrandire, aumentare, amplificare, quindi… esagerare.
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