Il risultato

Vogliamo vedere altre parole che adoperiamo inconsciamente — ogni giorno — senza conoscerne, per l’appunto, il significato nascosto?
I lettori sportivi che la domenica attendono con ansia il risultato della loro squadra del cuore sanno, per esempio, cosa è questo risultato? Lo sanno, come dicevamo, per pratica.
Questo termine, dunque, non è altro che il participio passato del verbo risultare, tratto dal latino resultare, intensivo di resilire (saltare indietro, rimbalzare), composto con il prefisso re (indietro) e salire (saltare) che propriamente vale rimbalzare, quindi provenire, derivare come conseguenza e, in senso figurato, venir fuori di conseguenza.
Non si dice, infatti, sono ‘usciti due tre e cinque uno? Sono venuti fuori, cioè, due tre e cinque uno?

30-03-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


La materassa

Sì, cortesi amici, avete letto bene, non sono errori di battitura: quella sorta di sacco pieno di lana (un tempo) o altro che ricopre tutta la superficie del letto e che serve per dormirci sopra ha questo nome sconosciuto. Nel linguaggio di tutti i giorni, invece, questo aggeggio è più conosciuto come materasso.
Ma anche quest’ultimo nome, in un certo senso, è sconosciuto: lo adoperiamo, infatti, senza conoscerne il significato recondito. Perché, insomma, questo sacco che tutti agogniamo la sera, tornando a casa, dopo una giornata particolarmente defatigante ha questo nome?
Questo preambolo, gentili amici, per mostrare bene il fatto che molto spesso, per non dire sempre, adoperiamo delle parole di cui conosciamo il significato per pratica e il materasso o la materassa è una di queste parole. Vogliamo vedere, dunque, il significato coperto di materassa?
Il termine non è schiettamente italiano ma arabo, matrah (cuscino), tratto dalla matrice matraha (gettare) e propriamente vale luogo su cui si getta, si stende qualcosa, quindi tappeto su cui sdraiarsi.
Questa voce, fa notare il Deli, «compare quasi contemporaneamente in Italia, in Francia, in Germania e in Inghilterra e tutto lascia credere che il punto di partenza, necessariamente meridionale, sia l’Italia, dove matrah, sotto l’influsso dei rappresentanti volgari di plumacium è diventato matracium=materasso’.
E tutto fa supporre, inoltre, che questa romanizzazione sia stata introdotta nei vari paesi, più che attraverso i mercanti italiani, dai Crociati, i quali hanno applicato all’oggetto arabo il nome adattato alla lingua dei porti italiani
».

23-03-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink


Partire a cavallo e tornare a piedi

Il modo di dire è tratto da un proverbio che recita: «La superbia partì a cavallo e tornò a piedi».

Il significato ci sembra intuitivo: dedicarsi anima corpo a un’impresa grandiosa e uscirne sconfitti, umiliati e delusi; avere grandi progetti e non vederli realizzati.

La locuzione fa riferimento ai tempi andati in cui i cavalieri cercavano, con le loro scorrerie, di conquistare i territori altrui.

Ritornare in patria dopo aver perso anche il proprio cavallo era il massimo dell’umiliazione e della sconfitta.

16-03-2013 — Autore: Fausto Raso — permalink




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