Uso corretto di bisognare

Il verbo bisognare seguito da un infinito rifiuta categoricamente la preposizione di. È errato, quindi, dire o scrivere, per esempio – come fanno alcuni – «bisogna di partire prima dell’alba» ma, correttamente, «bisogna partire prima dell’alba».

Essendo un verbo intransitivo richiede – come buona parte dei verbi intransitivi adoperati impersonalmente – l’ausiliare essere: è bisognato uscire.

A coloro i quali sostengono che il costrutto è bisognato – grammaticalmente correttissimo – suona male ricordiamo che possono ricorrere ad altre forme quali «è stato necessario partire»; «si è reso necessario partire» e simili.

19-11-2010 — Autore: Fausto Raso — permalink


Abbrutire e abbruttire

Riteniamo utile ricordare che i due verbi in questione non sono sinonimi, come molti, erroneamente, ritengono e li adoperano, per tanto, indifferentemente.

Entrambi sono verbi denominali, derivano, cioè da un sostantivo (nome) ma hanno significati distinti.

Il primo, abbrutire (con una sola t), significa «rendere (qualcuno) simile a un bruto», quindi «avvilire, degradare» e simili: la droga lo ha abbrutito.

Il secondo, abbruttire (con due t), è intuitivo, sta per «rendere o diventare brutto», quindi «deturpare» e simili: le troppe preoccupazioni lo hanno abbruttito.

Ambedue, nel corso della coniugazione, prendono l’infisso -isc- in alcuni tempi e modi.

18-11-2010 — Autore: Fausto Raso — permalink


Perdere la trebisonda

Scartabellando tra le nostre cose ci è capitata sotto gli occhi una copia di Famiglia Cristiana di qualche anno fa e la nostra attenzione è stata attirata dalla rubrica di lingua tenuta da Claudio Marazzini.

Il linguista risponde a un lettore che chiede lumi circa l’origine dell’espressione Perdere la trebisonda. «Si ipotizza — scrive Marazzini — che la città di Trebisonda, sul mar Nero, non c’entri nulla, se non per il suono allitterante con tramontana (...). Pare non esistano altre spiegazioni».

Esistono, invece, e la città di Trebisonda c’entra, eccome. Questa città costituiva, un tempo, il maggior porto sul mar Nero e per i mercanti perdere la rotta per Trebisonda voleva significare perdere tutto il denaro investito per il viaggio.

Di qui il significato figurato (e noto) di «perdere la testa», «perdere le staffe» e simili.

17-11-2010 — Autore: Fausto Raso — permalink




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