Opportuno

Se apriamo un qualunque dizionario alla voce opportuno, leggiamo: «Aggettivo – che ben si presta per fare una determinata cosa; che è di grande utilità in una situazione particolare; che fa al caso; conveniente al tempo, al desiderio».

Ma qual è la sua origine? Come è nato, insomma? Semplice, il solito... latino opportunum, composto con ob (verso) e portus (porto): che spinge verso il porto.

Si diceva opportuno, infatti, il vento che, soffiando nella direzione di un porto, permetteva ai natanti di approdarvi e trovarvi, quindi, sicuro riparo.

Il termine, per tanto, è squisitamente nautico e attraverso l'accezione di provvidenzialmente orientato è divenuto aggettivo assumendo il significato di adatto, utile, efficace, propizio, favorevole e simili: non è il momento opportuno (cioè favorevole) per prendere certe decisioni.

21-01-2010 — Autore: Fausto Raso — permalink


Che film, strepitoso!

A proposito di termini adoperati nel loro significato figurato di cui si fa un grande abuso – ieri ci siamo occupati dei vari colpi – ci viene alla mente l’aggettivo strepitoso, adoperato dalla stampa a ogni piè sospinto e tanto caro ai critici cinematografici che nelle loro recensioni non perdono occasione per scrivere che «quel film ha riscosso un successo strepitoso».
Strepitoso, anche se è sinonimo di bellissimo, favoloso, mirabile e simili – e chi non lo sa? – a nostro modo di vedere non si può attaccare al successo. E ci spieghiamo.
Sotto il profilo prettamente etimologico questo aggettivo discende dal latino (sempre lui!) strepitu(m) , tratto dal verbo strepere (far rumore); non vediamo, quindi, come possa essere strepitoso un successo, come possa, cioè, fare rumore.
Gli applausi saranno strepitosi perché fanno, appunto, rumore, non il successo. Sarebbe il caso, per tanto, di non abusare del significato figurato del predetto aggettivo al fine di non cadere nel ridicolo. A questo proposito, fa notare Aldo Gabrielli, un notissimo intenditore d’arte definì strepitose due tavole di un grande pittore del Trecento.
In quel caso l’aggettivo scelto dal critico risultò, oltre che improprio (le pitture fanno rumore?) un po’ irriverente o se preferite – per usare un termine oggi tanto di moda - dissacrante.
A voi, gentili amici lettori, seguire o no i consigli linguistici contenuti in queste modestissime noterelle.

20-01-2010 — Autore: Fausto Raso — permalink


Spirito di patata

Tutti conosciamo questo modo di dire riferito a una persona insulsa, che fa battute sciocche credendo di essere spiritosa: Giovanni, non fai ridere, il tuo è uno spirito di patata!

Ma cosa c’entra la patata con la locuzione?

Forse pochi sanno che dalle patate si ricava un alcol (spirito) per fare alcuni liquori meno pregiati di quelli ricavati dallo spirito dei cereali.

Di qui l’espressione adoperata in senso figurato.

19-01-2010 — Autore: Fausto Raso — permalink




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