Il linguaggio della luna
Il vocabolario di una lingua si arricchisce non solo per i termini che riceve in prestito o in dono da altri idiomi – gli americanismi, per esempio – ma anche e soprattutto attraverso le voci che si formano spontaneamente (fenomeno che potremmo definire autogenesi linguistica), per derivazione spontanea, appunto.
Molto spesso da una sola radice (o tema) si forma un'intera famiglia di vocaboli che, come le famiglie umane, possono essere scarsi o numerosissimi. Ecco una famiglia molto prolifica, quella della luna.
Da questo splendido satellite sono derivati – per parto spontaneo – gli aggettivi lunato e lunante che significano, entrambi, falcato, vale a dire curvo come la falce della luna; illune (dal latino illunis, formato con in privativo e luna), cioè senza luna: notte illune; lunatico, cioè capriccioso, volubile e i sostantivi novilunio e plenilunio; lunario e lunazione, cioè il mese lunare di ventinove giorni, oltre a lunedì (dal latino lunae dies, giorno della Luna) e a lunetta, termine adoperato in architettura per indicare lo spazio semicircolare tra l'uno e l'altro piede delle volte.
L'uso corretto di onde
Anche se molti vocabolari ammettono la correttezza di onde seguito da un infinito, se ne sconsiglia vivamente l'uso.
Questo onde (dal latino unde, di dove, da dove) è un avverbio di luogo e indica, quindi, provenienza: ritorna onde (da dove) sei partito.
Non è molto corretto, perciò, scrivere o dire «ti telefono onde avvertirti di...» In casi simili, in buona lingua italiana, si adopera la preposizione per: «ti telefono per avvertirti di...».
Il dizionario etimologico del Pianigiani "sconsiglia" l'uso di onde con l'infinito Vedi etimo.it
L'Affrica e la diagonale
Perché, ci domanda un gentile lettore, nei libri di testo degli anni Trenta il continente africano è scritto Affrica (con due f)? Tra obiettivo e obbiettivo qual è la grafia da preferire? Si dice regime forfetario o forfettario? Ancora. Perché la divisa non di servizio dei militari si chiama diagonale? Andiamo con ordine.
La grafia Affrica negli anni Trenta era di moda perché ritenuta più dotta in quanto rispettava la legge del rafforzamento consonantico dopo la vocale iniziale nelle toniche sdrucciole. In seguito ha prevalso la grafia con una sola f perché più vicina all’origine latina del nome.
Quanto a obbiettivo o obiettivo entrambe le grafie sono corrette anche se alcuni linguisti amano fare un distinguo: una sola b se il termine sta a indicare uno scopo, un fine (ha raggiunto il suo obiettivo); due b se la parola si riferisce alle lenti di una macchina fotografica e simili.
Per quel che riguarda il regime forfetario (o forfettario) è da preferire la grafia con una sola t perché più vicina all’origine francese del sostantivo: forfait.
La divisa dei militari – e concludiamo – trae il nome dal tessuto del quale è composta: tessuto diagonale. Questo tipo di stoffa, infatti, è caratterizzato dalla presenza di fittissime linee in rilievo tracciate lungo le “diagonali” delle maglie elementari formate dalla trama e dall’ordito. Questa uniforme viene indossata, per lo più, nel periodo invernale.
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