Perché non quì e quà?

Su qui e su qua.... Tutti ricorderanno la canzoncina scolastica: «su qui e su qua l’accento non va, su lì e su là l’accento ci va». Pochi, crediamo, ricorderanno la ragione. Ci permettiamo di rinfrescare loro la memoria, anche perché ci capita sovente di leggere sulla stampa gli avverbi di luogo qui e qua con tanto di accento.
Una regola grammaticale stabilisce, dunque, che i monosillabi composti con una vocale e una consonante non vanno mai accentati, salvo nei casi in cui si può creare confusione con altri monosillabi ma di significato diverso come nel caso, appunto degli avverbi di luogo e che, se non accentati, potrebbero confondersi con li e la, rispettivamente pronome e articolo-pronome.
Un’altra legge grammaticale stabilisce, invece, l’obbligatorietà dell’accento quando nel monosillabo sono presenti due vocali di cui la seconda tonica: più; giù; ciò; già ecc.
Dovremmo scrivere, quindi, quì e quà (con tanto di accento). A questo proposito occorre osservare, però, che la vocale u quando è preceduta dalla consonante q fa da serva a quest’ultima; in altre parole la u, in questo caso, non è più considerata una vocale ma parte integrante della consonante q. Si ha, per tanto, qui e qua senza accento perché – per la legge sopra citata – i monosillabi formati con una consonante e una vocale respingono l’accento grafico (scritto): me; te; no; lo; qui; qua.

27-08-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


I quesiti di un lettore

Il cortese lettore Marcello pone alcuni quesiti:
— noto spesso l'uso improprio (credo) del termine piuttosto. da un po' di tempo, infatti, viene usato al posto di oppure. es.: quest'anno andrò in Francia piuttosto che in Germania, piuttosto che in Spagna (quando invece si vorrebbe intendere: in Francia oppure in Germania...); piuttosto dovrebbe esprimere una preferenza, mentre oppure un'alternativa. quindi i significati sono del tutto diversi.
— il vocabolo ovvero è sinonimo di ovverosia? a volte ho letto (soprattutto in bandi di concorso) l'uso del termine ovvero come sinonimo di oppure.
— esiste il passato remoto (o prossimo? non ricordo...vede? anch'io ho le mie lacune ;-) del verbo splendere? es.: il sole splende come non ha mai... ?
Sarò telegrafico:
1) per l’uso discutibilissimo di piuttosto che la rimando al seguente collegamento Accademia della Crusca.
2) sì, ovvero è sinonimo di ovverosia;
3) ovvero e oppure non sono sinonimi (con buona pace di alcuni vocabolari). Oppure sta per o: «dammi una penna oppure una matita»; ovvero è una congiunzione con valore di equivalenza e sta per ossia, cioè: «Giulio è un linguista, ovvero (cioè) studioso della lingua»;
4) esiste, anche se di uso rarissimo, il participio passato di splendere: splenduto.

26-08-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Strozzare e strangolare

I vocabolari attestano i due verbi l’uno sinonimo dell’altro. A voler sottilizzare non è proprio così, anche se hanno lo stesso significato fondamentale: morire per asfissia. Colui che strozza usa le mani; chi strangola, invece, serra il collo della vittima servendosi di un laccio o di qualche altro strumento.
A questo punto vediamo esattamente il significato di sinonimia. Con il termine sinonimia si intende – in linguistica – una corrispondenza semantica di due o più parole, vale a dire una somiglianza di significato di due o più vocaboli. Alcuni, in proposito, sono convinti del fatto che sinonimia equivale a identicità.
Così non è: non esistono in lingua italiana (ma neanche nelle lingue straniere) vocaboli che potremmo definire gemelli; c’è sempre una piccola sfumatura di significato. Per questo motivo alcuni linguisti, prudentemente, tendono a precisare che sono chiamati sinonimi i nomi che hanno il medesimo significato fondamentale; c’è sempre, infatti, qualcosa che sfugge e rende impossibile la perfetta equivalenza dei significati.
Una riprova? Prendiamo tre vocaboli apparentemente uguali, vale a dire tre sinonimi: stanza, sala e camera; la loro sinonimia si fonda sul fatto che tutti e tre hanno lo stesso significato fondamentale, ma a un attento esame presentano delle sfumature particolari che mettono in luce la loro diversità. Vediamo.
Stanza viene dal latino stans, stantis, participio presente di stare, propriamente star fermo in un luogo e in questo significato vale dimora, alloggio: il mio amico ha preso stanza (vale a dire: alloggio) presso alcuni parenti.
Sala proviene, invece, dal franco sal e originariamente stava a significare una abitazione di una sola stanza. Oggi ha acquisito il significato di stanza grande adibita a vari usi: sala d’aspetto, sala d’ingresso, sala da ballo, sala da pranzo, sala di lettura e così via.
Camera, infine, è propriamente la stanza da letto. Questo vocabolo ha origini antichissime che ci rimandano al sanscrito kamar (esser torto, esser curvo) che ha dato vita al greco κάμαρα (kàmara) e al latino camera (volta di una stanza; le volte non sono curve, kamar?) passato pari pari in lingua italiana. Gli architetti romani chiamavano camarus, ricurvo, infatti, il soffitto della stanza in cui erano soliti riposare. Per estensione, con il trascorrere del tempo, il termine è passato a indicare, per l’appunto, la stanza da letto.
Da questi esempi si possono ben notare, quindi, le diverse sfumature dei vari sinonimi. Per questa ragione, in linguistica si parla di sinonimia approssimativa e di sinonimia assoluta. Nella sinonimia approssimativa i vocaboli sinonimi sono intercambiabili solamente in determinati contesti. Provate a sostituire, infatti, sala da ballo con camera da ballo e vedrete che il conto non torna, per usare un’espressione dell’aritmetica. Si può benissimo dire, invece – il conto torna – sala da pranzo o camera da pranzo (anche se camera in questo caso non è un termine appropriato).
Nella sinonimia assoluta i vocaboli sinonimi sono, viceversa, intercambiabili in tutti i contesti. Bisogna dire, però, che i sinonimi assoluti sono veramente molto rari. Sono assoluti, per esempio, le preposizioni tra e fra anche se, a voler sottilizzare, c’è una differenza a livello stilistico: al fine di evitare la successione di sillabe uguali si preferisce dire, per esempio, tra fratelli invece che fra fratelli. Sono sinonimi assoluti – anche se, ripetiamo, c’è sempre una sottile differenza - invece e viceversa; ma e però; termosifone e calorifero e altri – insistiamo rari – che ora non ci vengono alla mente.
Per concludere queste modeste noterelle ribadiamo il concetto: nella maggior parte dei casi i sinonimi differiscono tra loro per particolarità o aspetti diversi o sono… sinonimi solo parzialmente.

25-08-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink




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