Concordanze...

Il participio passato, se ha per ausiliare avere, non si concorda con il complemento oggetto (Ho preso due libri). Se il complemento oggetto precede il verbo, si può invece concordare (I libri che ho preso, o che ho presi).

Nei riflessivi apparenti il participio passato concorda con il soggetto (Mi sono lavato le mani; I medici si sono riservati la prognosi). I verbi usati impersonalmente si concordano con il soggetto (Si corrono dei rischi). L’aggettivo riferito a due o più sostantivi di diverso genere si concorda sempre al maschile plurale (Il fianco e la guancia sinistri).

Occorre fare, doverosamente, alcune precisazioni linguistiche: con i verbi riflessivi apparenti il participio passato si può concordare anche con il complemento oggetto, mi sono lavate le mani.

Per quanto attiene alla concordanza dell’aggettivo riferito a più sostantivi di genere diverso detto aggettivo si concorda tassativamente con il maschile se si tratta di persone (Giovanni e Maria sono belli); se l’aggettivo si riferisce a cose, animali o a concetti astratti, l’accordo si può fare con il sostantivo più vicino (accordo per attrazione): i tavoli e le sedie sono belle.

12-07-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Sposare sotto l'albero fiorito

L’espressione – che oggi sembra riempire le cronache dei giornali – significa sposare senza l’approvazione ecclesiastica. Il modo di dire sembra sia nato a Roma ai tempi della Repubblica Romana del 1798.

Narrano le cronache del tempo che allora i matrimoni si celebravano sotto l’albero della libertà innalzato sulla piazza del Campidoglio, dove i promessi sposi, perché la loro unione fosse legalmente valida, dovevano pronunciare alla presenza di un Ufficiale dello stato civile la formula: “Questo è mio marito, questa è mia moglie”.

09-07-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Essere una mezza calzetta

Il modo di dire – forse tutti lo sanno - si tira in ballo riferendolo alle persone che si reputano importanti e competenti in un determinato campo, ma all’atto pratico mettono in evidenza tutta la loro... ignoranza.

L’origine dell’espressione – e questo, forse, non tutti lo sanno – si fa risalire agli inizi del Novecento quando vennero inventate le calze di seta per donna. Il loro costo, però, era talmente elevato che solo le signore dei ceti benestanti potevano permettersele.

Vennero, così, inventate le cosiddette mezze calzette: calze più economiche che di seta avevano solamente la parte inferiore, il resto era di cotone che però rimaneva “invisibile” vista la lunghezza delle gonne che andavano di moda all’epoca.

09-07-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink




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