Interditore o interdittore?
Sì, vogliamo peccare, decisamente, di presunzione affermando che se per ipotesi, tra le molte leggi e leggine, se ne varasse una che interdicesse le persone con scarsa padronanza della lingua madre dallo scrivere moltissime penne della carta stampata (e no) dovrebbero cambiare mestiere.
Siamo rimasti interdetti nel leggere su un quotidiano che fa opinione il vocabolo interditore in luogo della forma corretta interdittore (con due “t”). Diciamo subito – a scusante dell’autore (una grande firma) del termine incriminato – che buona parte dei vocabolari non registrano la parola in oggetto.
Ciò non significa, però, che chi scrive per il pubblico – e diffonde, quindi, la cultura (linguistica e no) – sia esentato dal conoscere la corretta grafia dei termini che... diffonde.
Interdittore, cioè ‘proibitore’, viene dal latino interdictore(m) e divenuto in italiano interdittore, appunto, per la legge linguistica dell’assimilazione: la consonante c è stata assimilata dalla consonante t. L’assimilazione – forse è bene ricordarlo – è un processo linguistico per cui dall’incontro di due consonanti la prima diventa uguale alla seconda, cioè si assimila.
Diverso, invece, il caso dell’aggettivo brettone che si può scrivere anche con una sola t (bretone). A nostro modo di vedere, però, la forma con una sola t è l’italianizzazione del francese breton e, quindi, da evitare. La grafia corretta brettone (con la doppia t) è dovuta all’origine del termine che è il tardo latino britto”, brittonis.
Fare la politica del carciofo
Raggiungere il proprio fine gradualmente, cogliendo le occasioni favorevoli a mano a mano che si presentano; impossessarsi un po’ per volta di una cosa, come se si stesse mangiando un carciofo foglia per foglia. Questo il significato dell’espressione.
La locuzione fa riferimento a una frase di Emanuele Filiberto di Savoia (1528–1580) il quale lottò aspramente contro le invasioni francesi e spagnole per riconquistare buona parte del suo ducato. Sembra, dunque, che il duca abbia riassunto il suo punto di vista a proposito del nostro Paese in questa frase: «L’Italia? Un carciofo di cui i Savoia mangeranno una foglia per volta».
Non uccellare a pispole
Ecco un altro modo di dire, relegato nella soffitta della lingua e di conseguenza poco adoperato. Ma che cosa significa?
Non perdere tempo per cose o argomenti infimi, quindi di nessuna importanza.
La pispola è un uccellino assai piccolo e piumatissimo, per cacciarlo si consumano molti proiettili, si perde tempo e, se anche lo si cattura, non vale la spesa di pulirlo e di cuocerlo.
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