Iniziare o cominciare?
Molte persone adoperano il verbo iniziare in modo errato. Il suddetto verbo è transitivo e significa dare inizio a qualcosa. È necessario, quindi, che ci sia un soggetto animato che compia l'azione: il professore inizia la lezione alle 16.30.
Non è corretto adoperarlo in modo intransitivo e dire, per esempio, la lezione inizia alle 16.30 (la lezione non può compiere nessuna azione). In casi del genere o si cambia verbo (cominciare, incominciare) o si rende iniziare in forma falsamente passiva facendolo precedere dalla particella si: la lezione si inizia (s'inizia) alle 16.30; i lavori s'iniziano dopo le festività.
E a proposito di ore, queste si dividono dai minuti con un punto o due punti, mai con la virgola (non sono numeri decimali): le 21.15; le 17:30. Mai le 16,30.
Glie lo e glie ne
Amerindo Camilli in Pronuncia e grafia dell’italiano a proposito delle forme glielo, gliene, ecc. scrive: «…la grafia da consigliare è glie lo, glie ne che si conforma a me lo, te lo, ecc.
Glielo, gliene sono due eccezioni INGIUSTIFICATE» (maiuscole mie)
A me sembra un’ottima osservazione e un consiglio da seguire.
Gli odii
Da un giornale: «Gli odii razziali». Il plurale di odio è odi, con una sola i in quanto la grammatica prescrive la doppia i solo per le parole in -io con la i tonica, come, per esempio, addio che fa addii oppure oblio che diventa oblii.
E a proposito di razziale, molti adoperano il sostantivo razzista con valore aggettivale: politica razzista. In buona lingua è preferibile solo l'aggettivo razzistico: teoria razzistica.
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