Dirangolato

La parola proposta da questo portale, anche se relegata nella "soffitta della lingua", è "dirangolato". Si dice di una persona spensierata e disattenta.

Vediamo, in proposito, anche, il Tommaseo-Bellini:

«Agg. Contrario di Rangoloso, e vale Disattento, Spensierato. Rangolo, aff. di suono all'antiq. Rancura, e al lat. Angor, che ha com. orig. con Angustia. Tratt. pecc. mort. (C) Sono elli assai rangolosi alle bisogne del mondo, ma elli sono dirangolati e addormentati nel servizio di Dio».

01-04-2020 — Autore: Fausto Raso — permalink


Sdirazzare? No, dirazzare

Il verbo corretto non è sdirazzare (come si legge e si sente dire spesso) ma dirazzare che, come si può leggere in un qualsivoglia vocabolario della lingua italiana, significa perdere i caratteri della propria razza tanto in senso fisico quanto in senso morale. In quest'ultimo caso si perdono le qualità morali della razza di appartenenza.
È un così detto verbo parasintetico, vale a dire derivato da un sostantivo con l'aggiunta di un prefisso e di un suffisso.
In questo caso il sostantivo è razza (l'insieme di individui appartenenti alla medesima specie, che si contraddistinguono per uno o più caratteri comuni, trasmissibili ai discendenti) con l'aggiunta del prefisso di(s)- (che indica allontanamento, separazione) e del suffisso -are, proprio dell'infinito presente dei verbi della prima coniugazione.
Nei tempi composti si coniuga con l'ausiliare avere. Si dirà correttamente, per tanto, che «Giovanni ha dirazzato».

31-03-2020 — Autore: Fausto Raso — permalink


Sostantivi festivi

Alcuni sacri testi grammaticali classificano certi sostantivi festivi quali Natale, Pasqua ed Epifania tra i così detti nomi difettivi, nomi, cioè, privi o di singolare o di plurale. Natale, Pasqua ed Epifania non avrebbero la forma plurale.

Francamente non riusciamo a capire perché dovrebbero essere solo singolari. Non diciamo, per esempio, tutti i Natali trascorsi insieme? Oppure, nei tempi andati non si era soliti, nelle Epifanie, fare dei regali ai vigili urbani? Ancora. Quante Pasque, amico mio, sono trascorse da quando ci conosciamo?

Naturalmente attendiamo gli strali del solito linguista d'assalto.

30-03-2020 — Autore: Fausto Raso — permalink