Alleviare

Si presti attenzione al congiuntivo presente di questo verbo, perché non tutti i vocabolari concordano.

Alcuni mettono la doppia i, una della radice e una della desinenza: che essi alleviino; altri una sola i: che essi allevino.

Si segua questa semplice regola: i verbi con la prima persona singolare del presente indicativo in -io con la i non accentata perdono la i della radice davanti a desinenze che cominciano con “i": graffiare, graffi (non graffi-i); studiare, studi (non studi-i), studino (non studi-ino), alleviare, allevi (non allevi-i), allevino (non allevi-ino).

08-01-2021 — Autore: Fausto Raso — permalink


Il pro e il contra

Due parole sull'uso corretto delle preposizioni improprie contra e contro.

La prima, che vale contro, non è più nell'uso, resta solo nella locuzione il pro e il contra (la pronuncia della o deve essere aperta, ò), sebbene vada sempre più affermandosi il pro e il contro.

In funzione di prefisso richiede il raddoppiamento della consonante che segue: contraccolpo, contraccambio, contraddanza, contravveleno ecc. Alcune forme semplici, cioè senza il raddoppiamento della consonante che segue, come, per esempio, contradire, sono tollerate ma da evitare in uno scritto formale.

La seconda, contro, si unisce direttamente al sostantivo che segue, alcuni Autori la fanno seguire dalla particella a (ma in buona lingua non è un uso da seguire): Luigi, infuriato, si scagliò contro i presenti; l'automobile, sbandando, finì contro al muro. Con i pronomi personali si può far seguire dalla preposizione a: contro me; contro a me. È preferibile, però, la preposizione di: contro di me. Al contrario di contra non richiede mai il raddoppiamento della consonante che segue: contropelo; controcassa ecc.

07-01-2021 — Autore: Fausto Raso — permalink


L'esercito? Si... esercita

Chi sa se i nostri amici lettori delle Forze Armate, dell'Esercito in particolare, conoscono l'origine linguistica dell'... esercito.

È un termine, questo, che viene dal latino exercitu(m), participio passato del verbo exercere, tenere fuori (dallo stato di riposo); quindi far muovere.

Sotto il profilo prettamente etimologico l'esercito, cioè il latino exercitum, valeva, quindi, (raggruppamento di uomini) tenuto in esercizio, addestrato, non a riposo. Gli appartenenti all'Esercito, insomma, stando all'origine del nome, sono sempre in... esercizio, non si riposano mai perché come dice il verbo sono (mettono) in gran movimento.

Interessante anche ciò che dice il Tommaseo-Bellini.

05-01-2021 — Autore: Fausto Raso — permalink




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