Per quale motivo gli abiti hanno diverse abbottonature?

Gli uomini cominciarono a usare i bottoni nel Medioevo. Erano cuciti sulla parte destra del vestito perché così potevano sbottonarsi più facilmente con la sinistra, tenendo libera la destra per l’arma.

Le donne, invece, usavano per lo più laccetti o abbottonature senza verso, come i gemelli dei polsini. La differenza viene sancita per consuetudine nella seconda metà dell’800, quando i bottoni si diffusero anche nel corredo femminile.

20-10-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


I guardaparco o i guardaparchi?

Abbiamo notato che non tutti i vocabolari concordano sul plurale di guardaparco. Alcuni lo attestano come sostantivo invariato; altri, non specificandolo, lasciano chiaramente intendere che si pluralizza normalmente: guardaparchi.

Questa diversità di opinioni, a nostro modo di vedere, lede la “coscienza linguistica” di coloro non avvezzi in fatto di lingua.

Eppure basterebbe che i lessicografi rispettassero la legge che stabilisce la formazione del plurale dei nomi composti per non creare confusione. E la legge è chiarissima.

I nomi composti di una forma verbale (guarda) e di un sostantivo maschile singolare (parco) formeranno il plurale regolarmente: il guardaparco, i guardaparchi.
Resteranno invariati, invece, se si riferiscono a un femminile: la guardaparco, le guardaparco.

19-10-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Perché intrattenere e non intratenere?

Ci scrive Rossano V. da Parma: «Cortese dott. Raso, a proposito di “imprecisioni linguistiche”, lei sostiene che “intravedere” si scrive solo con una “v” perché il prefisso “intra—“ non richiede il raddoppiamento sintattico. “Intravvedere”, anche se forma riportata da alcuni vocabolari, sarebbe grafia errata. Come spiega, allora, “intrattenere” e altri verbi che ora non mi sovvengono tutti scritti, rigorosamente, con la consonante raddoppiata dopo "intra"? Grazie e cordiali saluti».

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Gentile Rossano, il verbo da lei citato si deve scrivere necessariamente con la doppia consonante perché non è composto con il prefisso intra-, che non richiede, appunto, il raddoppiamento della consonante che segue. Il verbo in questione è formato con il prefisso in- e trattenere (in-trattenere).

18-10-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink




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