Pillole linguistiche

a cura del dott. Fausto Raso


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Il pesce d'aprile


Fino al XVI secolo, in Francia, il primo giorno dell'anno era il 25 marzo. I festeggiamenti culminavano il 1° aprile con banchetti e scambi di doni. Nel 1564 re Carlo IX decise di adottare il calendario gregoriano, e di spostare il capodanno al 1° gennaio.
Ma alcuni sudditi non accettarono il cambiamento. Ben presto i loro concittadini iniziarono a sbeffeggiare l'usanza e ogni anno, in occasione del I aprile, inviavano ai tradizionalisti regali burla o li invitavano a feste fantasma.

Pesci. Poiché in quel periodo dell'anno il Sole abbandona il segno zodiacale dei pesci, le vittime degli scherzi furono chiamate pesci d'aprile.

(da http://www.ilsapientino.com)


22-08-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink



Concordare...


Due parole due, sul verbo concordare perché, a nostro modesto avviso, molto spesso non è adoperato correttamente. Questo verbo, dunque, può essere tanto transitivo quanto intransitivo.
Nel primo caso ha i significati di: stabilire una cosa di comune intesa e riuscire a mettere d'accordo persone che sono tra loro in dissidio o in urto, quindi comporre divergenze, superare contrasti e simili: Dopo lunghe trattative le varie fazioni hanno concordato un periodo di tregua; Giovanni e Mario hanno finalmente concordato un comune piano d'azione.
Nel secondo caso assume il significato di coincidere: le tue idee concordano, vale a dire coincidono con le mie. In questo esempio il verbo concordare è costruito in modo corretto con la preposizione con. Quando, però, il predetto verbo sta per convenire, essere d'accordo si deve costruire con la preposizione (semplice o articolata) su: concordo con te su quanto hai detto, sono, cioè, d'accordo con te sulle tue idee.
Si è d'accordo (si concorda), insomma, su una cosa, non con una cosa, come ci capita di leggere sulla stampa e di sentire nelle varie radiotelevisioni. Quest'ultima preposizione si adopera esclusivamente con le persone: concordo con Luigi su quanto ha esposto. Dimenticavamo. A proposito di coincidere, nei tempi composti prende l'ausiliare avere, non essere: il mio arrivo ha coinciso con la tua partenza.


21-08-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink



Una scena strazievole


No, cortesi amici, non sobbalzate sulla sedia e non prendete un cardiotonico: ciò che avete appena letto è perfettamente in regola con le... regole della lingua. L'aggettivo strazievole, anche se di uso non comune, ha la medesima dignità linguistica di straziante.
Vogliamo metterlo bene in evidenza per rincuorare, ancora una volta, un nostro carissimo amico che, di primo mattino, ci ha telefonato perché suo figlio (scuola media superiore) è stato messo alla gogna dalla sua insegnante di lettere perché nel tema aveva scritto di «avere assistito a una scena strazievole».
Dubitiamo, però, che il ragazzo abbia scritto strazievole consciamente. Non dubitiamo, invece, della pochezza linguistica della docente, che avrebbe potuto consultare un qualsivoglia vocabolario della lingua italiana, prima di sputare sentenze errate (si veda qui).
Strazievole, dunque, è un aggettivo correttissimo come tutti quelli composti con il suffisso -evole (gradevole, colpevole, amichevole ecc.). Questo suffisso si usa, infatti, per la formazione di aggettivi derivati da verbi o da sostantivi.


20-08-2019 — Autore: Fausto Raso — permalink



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