Le sopracciglie

Un giornalino locale titolava «Le sopracciglie finte dell'attrice». È un errore madornale, si dice le sopracciglia.

Questo termine è così detto sovrabbondante in quanto ha due plurali, uno maschile e uno femminile: i sopraccigli e le sopracciglia.

Si userà il maschile se considerati uno per uno; il femminile se considerate nell'insieme.

27-07-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Provetta e provetta

Un’altra parola omofona e omografa di cui vogliamo occuparci è la provetta. Nel significato primario è il femminile singolare dell’aggettivo provetto (esperto, competente) e viene dal latino – sempre lui! – provectus, participio passato del verbo provehere, composto con pro (avanti, prima) e vehere (portare) e alla lettera significa portare avanti.
La persona provetta non porta avanti prima degli altri una determinata attività o un determinato studio? La persona provetta, insomma, è molto avanzata nella conoscenza (e nell’esperienza) di una disciplina.
Di qui, per estensione – e solo in campo letterario – l’aggettivo provetto è diventato sinonimo di vecchio (provetto: che va avanti negli anni).
La provetta nel significato di piccolo e leggero cilindretto di vetro è, invece, un prestito del francese éprouvette, derivato dal verbo éprouver (provare). I chimici – per le loro esperienze di laboratorio – non provano le loro scoperte nella... provetta?

23-07-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink


Collo e collo

Vediamo ora una parole omofona e omografa (stessa pronuncia e stessa grafia) ma con significati distinti. La prima è il collo e viene dal latino collu(m) il cui significato principe – chi non lo sa? – è la parte del corpo che nell’uomo e negli animali vertebrati unisce la testa col busto. In questa accezione si tende a dare al latino collu(m) il medesimo etimo di columna (colonna): colonna che tiene la testa.
Ora, dato che i movimenti del collo si trasmettono al capo, in alcune frasi che indicano, appunto, tali movimenti il collo medesimo diventa sinonimo di testa: abbassare il collo (umiliarsi); sollevare il collo (ardire) e via dicendo.
A questo primo significato se ne aggiunge un altro completamente diverso (anche se è in relazione con il precedente): grosso involucro, bagaglio. Non vi è mai capitato di lasciare i vostri bagagli nei depositi delle stazioni ferroviarie dove la tariffa è un tot a collo? E perché collo? Perché in questo significato il collo è impiegato nel senso di fardello da portare in... collo.

21-07-2009 — Autore: Fausto Raso — permalink




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