Scorrettezza e scorrezione

Anche se i due sostantivi sono l’uno sinonimo dell’altro, a nostro avviso è preferibile adoperare il primo termine per indicare un errore in senso morale: nei miei riguardi ha usato troppe scorrettezze; il secondo per designare un errore materiale: quel testo è illeggibile essendo pieno di scorrezioni tipografiche.

23-10-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


Per quale motivo gli abiti hanno diverse abbottonature?

Gli uomini cominciarono a usare i bottoni nel Medioevo. Erano cuciti sulla parte destra del vestito perché così potevano sbottonarsi più facilmente con la sinistra, tenendo libera la destra per l’arma.

Le donne, invece, usavano per lo più laccetti o abbottonature senza verso, come i gemelli dei polsini. La differenza viene sancita per consuetudine nella seconda metà dell’800, quando i bottoni si diffusero anche nel corredo femminile.

20-10-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink


I guardaparco o i guardaparchi?

Abbiamo notato che non tutti i vocabolari concordano sul plurale di guardaparco. Alcuni lo attestano come sostantivo invariato; altri, non specificandolo, lasciano chiaramente intendere che si pluralizza normalmente: guardaparchi.

Questa diversità di opinioni, a nostro modo di vedere, lede la “coscienza linguistica” di coloro non avvezzi in fatto di lingua.

Eppure basterebbe che i lessicografi rispettassero la legge che stabilisce la formazione del plurale dei nomi composti per non creare confusione. E la legge è chiarissima.

I nomi composti di una forma verbale (guarda) e di un sostantivo maschile singolare (parco) formeranno il plurale regolarmente: il guardaparco, i guardaparchi.
Resteranno invariati, invece, se si riferiscono a un femminile: la guardaparco, le guardaparco.

19-10-2017 — Autore: Fausto Raso — permalink